Jobs act per il 70% dei neoassunti
ROMA I lavoratori con contratto a termine e gli apprendisti sfiorano i 2,5 milioni. Le novità del Jobs act contenute nel dl, e quindi a giorni operative, coinvolgono una platea vasta, potenzialmente identificabile in sette assunzioni su dieci. «Le due misure riguardano quasi il 70% degli avviamenti al lavoro», ha detto nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Difficile fare stime sull'impatto che le misure del dl avranno, ma il ministro ha comunque parlato di «effetti significativi». Platea Jobs act. In particolare, i nuovi contratti a termine - con l'estensione a tre anni della possibilità di non inserire la causale e di prorogarli fino ad otto volte nei trentasei mesi - potranno toccare circa sei assunzioni su dieci, considerando la percentuale media dei contratti a tempo determinato che vengono attivati in un anno. Con l'apprendistato si sale a circa sette su dieci. I contratti a termine, come sottolineato da Poletti, «rappresentano il 57-58% degli avviamenti, l'apprendistato il 10%». I dati del 2013. Nel 2013 i contratti a tempo indeterminato sono stati il 16,4% del totale, quelli avviati a tempo determinato il 68% . In totale i rapporti di lavoro attivati (sommando contratti a tempo indeterminato, determinato, apprendistato, collaborazioni e altro) sono stati 9.613.990. Le attivazioni non indicano i lavoratori coinvolti, ma il numero dei rapporti di lavoro. Apprendistato e riforma Fornero. L'apprendistato, che nelle intenzioni della riforma Fornero è stato riformato con l'obiettivo che diventasse la principale porta di ingresso nel mercato del lavoro, non è invece decollato. Anzi, il suo utilizzo è calato, passando dal 2009 al 2013, dal 13% al 10%. Gli ultimi dati indicano che nel 2013 l'apprendistato si è fermato solo a 242.115, in calo rispetto ai 278.422 del 2012 (con la riforma Fornero entrata in vigore a luglio 2012); un calo ancora più ampio si evince dal confronto con l'andamento pre-Fornero: l'apprendistato era a quota 296.662 nel 2011 e sopra i 300mila (307.198) nel 2010. Oggi le nuove regole tagliano i vincoli: il ricorso alla forma scritta viene limitato al solo contratto e patto di prova (e non più anche per il relativo piano formativo individuale) e si elimina l'obbligo di stabilizzare almeno il 30% dei vecchi apprendisti, al termine del percorso formativo, per assumerne di nuovi.