Renzi chiede a Cottarelli più di 3 miliardi

ROMA Un'accelerazione della spending review, con l'impegno a cercare subito più dei 3 miliardi di risparmi già individuati, per realizzare il piano del calo dell'Irpef tasse. Con due indicazioni chiare: non si toccano welfare e pensioni; dopo il lavoro tecnico di Cottarelli, che potrebbe arrivare già la prossima settimana, le scelte e le decisioni saranno politiche, di Renzi e dei suoi ministri. Cartelline alla mano il supercommissario alla spending review, Carlo Cottarelli, ha illustrato al governo il suo piano per tagliare la spesa, in modo crescente negli anni e «permanente» come vuole il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, per rendere strutturali le coperture alle riforme dell'esecutivo. Chi ha partecipato all'incontro parla di una «sostanziale condivisione della situazione». L'aggettivo chiave sarà rapidità. Ci si è dati appuntamento tra una settima. I tempi sono molto stretti visto che ai risparmi di spesa è collegato il calo dell'Irpef. Renzi ha chiesto a Cottarelli di trovare più dei 3 miliardi finora individuati. Di certo non si toccheranno le pensioni di 2.000-3.000 euro al mese e nemmeno i capitoli del welfare. Fatto un primo intenso lavoro di screening delle azioni possibili, la palla passa al premier Matteo Renzi, che a scanso di equivoci ha avocato a sè ogni responsabilità in materia. Cottarelli predisporrà la relazione tecnica, che dovrebbe arrivare sul tavolo collegiale già la prossima settimana. Poi la «sintesi politica». Non c'è alcuna intenzione del governo - si apprende invece - di spostare a Palazzo Chigi la Ragioneria, che valuta autonomamente l'impatto e la copertura delle norme che il governo e il Parlamento elaborano. Cottarelli in un'audizione in Senato ha parlato di 3 miliardi di risparmi possibili per quest'anno. Renzi poco dopo, al termine del Cdm, ha detto di voler contare su 7 miliardi su base annua. Quella del commissario è stata definita una stima «prudenziale», ma ciò non toglie che evitare un intervento sulle pensioni potrebbe limare gli obiettivi di risparmio, rendendo più complesso il lavoro del supercommissario. Cottarelli ha portato le sue proposte e il suo piano, delineato in 33 azioni: tagli agli stipendi dei manager, ai costi delle politica, alle auto blu, ai trasferimenti alle imprese, agli enti inutili, alle partecipate, agli affitti e alle sedi pubbliche. Tutte questioni già emerse e che ora sta al governo tradurre, se ritenute opportune, in proposte legislative.