Passaggi a livello, Sannazzaro conta i ritardi
SANNAZZARO Le proteste si sprecano: passaggi a livello chiusi anche per venti minuti consecutivi, automobilisti costretti a file interminabili e ritardi sistematici al lavoro. C'è anche chi ipotizza di chiedere i danni a Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). E' di queste ore poi una mozione sul tema del capogruppo del centrodestra, Silvia Bellini. Ma anche dal municipio le iniziative non mancano. Il sindaco Giovanni Maggi conferma: «Dobbiamo attivarci con Rfi in modo documentato e motivato. Ho per questo incaricato i nostri volontari civici per un rilevamento sistematico dei tempi di chiusura, nei momenti in cui in stazione avvengono le coincidenze tra il convoglio in arrivo da Pavia e quello in arrivo da Alessandria. Insomma, dopo che ho manifestato il malcontento generale con quattro lettere inviate a Rfi, tutte rimaste inevase, prima di potermi costituire parte lesa voglio avere i dettagli di questo disservizi». Allora i volontari civici sono al lavoro soprattutto nei momenti di "incrocio" dei treni in stazione (previste sei coincidenze al giorno): cronometri alla mano, il sindaco Maggi avrà la possibilità di documentare quando andrà, per la quinta volta, a bussare alla porta di Rfi per ottenere una più rapida azione sui tre passaggi a livello di Sannazzaro (viale Loreto, via Erbognetta, viale Italia). Il sindaco aggiunge: «Mi è stato riferito che l'automatismo consueto viene meno nei momenti di coincidenza dei treni. Da Torino, sede dipartimentale, entrerebbe in azione un tecnico con un intervento digitale a distanza. Quando il tecnico preposto ritarda nella sua operazione manuale, a Sannazzaro le file di auto in strada aumentano di lunghezza e le lamentele della gente si fanno giustamente sentire». (p.c.)