Cieco e non cammina L'Inps gli toglie l'accompagnamento
di Anna Ghezzi wBELGIOIOSO «Non è una questione di soldi, ma di diritti. Che passano attraverso i soldi dell'assegno di accompagnamento tolto dopo il controllo dal medico dell'Inps». Maria Cera, 53 anni, nella vita fa l'operatore socio sanitario. Poi torna a casa e si occupa della famiglia e del fratello Daniele, 33 anni, cieco e invalido, con mano e piede menomati e problemi a camminare. «Non è uno di quei ciechi che vanno in giro col cane e il bastone, da solo non riesce a muoversi e nemmeno a camminare molto», racconta la sorella. «Siamo fratelli per parte di padre – spiega Maria – tre anni fa mio padre è morto, e dopo poco tempo anche la mamma di Daniele. Così lo abbiamo preso con noi». A quel tempo non aveva la pensione d'invalidità perché la mamma, malata, non lo aveva portato al controllo, così a Pavia Maria aveva ricominciato tutta la trafila. «Daniele è nato idrocefalo ed è completamente cieco – spiega Maria – . Ha avuto un tumore. Prende la pensione come cieco assoluto, e dato che ha mano e piede a cucchiaio, gli avevano dato anche l'accompagnamento. Ma all'Inps all'ultimo controllo gli hanno ridotto l'invalidità civile all'80%, anche se da solo non riesce a muoversi. C'è un signore che lo aiuta qualche giorno alla settimana, io lo porto per le visite, da solo non fa nulla. Quando è arrivato da noi vivevamo in una casa piccolissima. Ho dovuto cambiare casa, non ci stavamo anche con mio figlio, sto ancora pagando il mutuo: lui, però, almeno ha un posto dove stare». Daniele non va in un centro diurno: «Non ce ne sono di adatti», spiega la sorella, che di istituto non vuole sentire parlare: «Finché ci sono io sta qui. Stiamo mettendo via i soldi perché io non ci sarò per sempre e voglio che lui abbia un posto dove stare, quando non ci sarò più». Durante il giorno ascolta musica. Scrive i titoli dei cd di casa sul nastro adesivo, in braille, così poi li può distinguere. Nicola Stilla, presidente dell'Unione ciechi, spiega: «Non è stato tolto l'accompagnamento in quanto cieco civile, Daniele ha una doppia minorazione,la sospensione riguarda l'assegno per l'accompagnamento per le altre patologie fisiche. Stiamo facendo un approfondimento dal punto di vista medico legale per capire se la valutazione è corretta, parzialmente corretta o ingiustificata. Conoscendo Daniele, la percezione è che sia abbastanza ingiustificata, ma preferisco aspettare quello che dirà il medico e poi consiglieremo alla famiglia se fare o meno ricorso. In ogni caso percepiamo maggiore rigidità delle commissioni finalizzata al contenimento della spesa pubblica. Non abbiamo ad oggi una certezza. Ma è una sensazione, soprattutto sulle commissioni di revisione: ma sospendendo le pensioni in attesa di accertamento, si mettono in difficoltà le persone».