Berlusconi: vorrei candidarmi in Europa
di Gabriele Rizzardi wROMA «Se sarà possibile, sarò felice di essere in campo nelle 5 circoscrizioni che sempre mi hanno dato tra i 600 ed i 700 mila voti ciascuna. Spero di poter avere velocemente una risposta dalla Corte Europea». Sono passate da poco le 20 e Silvio Berlusconi telefona a una iniziativa di Forza Italia per confermare l'intenzione di voler correre alle prossime elezioni europee e per pronosticare la data delle prossime elezioni politiche in Italia: «Si andrà a votare tra un anno, un anno e mezzo al più tardi». Per presentare le liste c'è tempo fino al 15 aprile. Ma è un'altra la data su cui il Cavaliere è concentrato. «Attendo la decisione del 10 aprile, e cioè di sapere se dovrò andare in carcere, ai domiciliari o ai servizi sociali» dice Berlusconi, che esclude l'affidamento ai servizi sociali e spiega perché: «È la soluzione più ridicola per una persona della mia età, una persona di Stato, di sport e di impresa. È ridicolo, sia per me sia per l'Italia». Berlusconi sa bene che le possibilità di riuscire a correre per le europee sono pressoché inesistenti, ma la provocazione lo aiuta a non finire nel cono d'ombra. L'obiettivo del leader di Forza Italia è quello di provare a recuperare i voti dei delusi della politica e di quelli che hanno votato i piccoli partiti. Ma non solo. «Puntiamo agli elettori del M5S delusi da come i loro rappresentanti si comportano in Parlamento» spiega Berlusconi, che invece rinuncia a sfilare i voti a Renzi: «Inutile cercare di contattare chi vota Pd perché sono elettori militanti». Poi, dopo l'ennesimo attacco alla magistratura, «che in pochi anni ha reso possibili 4 colpi di Stato», il Cavaliere dà il benservito ad Angelino Alfano: «Purtroppo i piccoli partiti rincorrono solo le ambizioni personali dei loro piccoli leader...». La precisazione di Berlusconi arriva al termine di una giornata che si apre con Giovanni Toti che annuncia, come se fosse stata già decisa, la candidatura di Berlusconi. «Ha guidato Forza Italia in tutte le elezioni. Ritengo che lo farà anche questa volta» dice Toti alla Stampa. Resta il fatto che il Cavaliere non può candidarsi per effetto della legge Severino che, in caso di condanna definitiva, toglie ogni requisito di candidabilità per 6 anni. Ma Toti ne fa una questione politica: «Riterrei una grave lesione al diritto di rappresentare i moderati italiani se Berlusconi non potrà candidarsi. Se qualcuno dovesse impedirlo si assumerebbe una grave responsabilità davanti a milioni di italiani». Nell'intervista all'Unità il delfino del Cavaliere è ancora più duro: «Se non potesse candidarsi sarebbe un altro vulnus alla democrazia». Poi, davanti alle telecamere di Matrix, Toti si mostra più prudente: «Noi ci auguriamo che gli elettori possano scegliere il nome di Silvio Berlusconi alle elezioni europee. Poi, il Parlamento europeo è sovrano e farà le sue considerazioni...». È credibile la candidatura del Cavaliere, condannato e decaduto dalla carica di senatore? Gianni Pittella, vice presidente del Parlamento europeo ed esponente del Pd non ha dubbi e scandisce: «N-o-n s-i p-u-ò! Berlusconi e Toti si rassegnino. Esiste una legge dello Stato italiano -articolo 4 della Severino - che prescrive chiaramente che i condannati in via definitiva non possono essere candidati né al Parlamento italiano né tantomeno a quello europeo». Ma non è finita. ©RIPRODUZIONE RISERVATA