Sfiducia, l'opposizione si spacca

PAVIA Gli arresti domiciliari di Ettore Filippi hanno prodotto un primo risultato sulla scena politica cittadina. La "saldatura" tra le liste civiche "Insieme per Pavia" di Walter Veltri e "Idea Pavia" di Niccolò Fraschini. Questa mattina, i due consiglieri comunali terranno una conferenza stampa congiunta. Pur di anime politiche differenti, Veltri e Fraschini sono accomunati dalla feroce opposizione all'establishment pavese. Anche se per Veltri si tratta di antica consuetudine, mentre per Fraschini è una recente scoperta. Entrambi chiedono che nel Consiglio comunale di lunedì sera venga posta una mozione di sfiducia al sindaco Cattaneo « per gravi responsabilità politiche e morali maturate durante la sua amministrazione». Non solo alla luce del caso Filippi, ma anche sulla scorta del caso Tedesi (l'ex direttore generale di Asm ai domiciliari per un'indagine proveniente da Milano) e per i riferimenti ad alcuni amministratori di maggioranza nelle carte dell'operazione anti-'ndrangheta Infinito. Da Veltri arriva poi una critica al Partito democratico: «Salvo ripensamenti dell'ultimo momento il Partito democratico ha declinato l'invito, preferendo impaludare tutto quanto in Commissione di garanzia». Ma il capogruppo del Pd a palazzo Mezzabarba, Fabio Castagna, respinge l'accusa di "attendismo". «Innanzi tutto – spiega – non sarà possibile discutere la mozione di sfiducia alla seduta consiliare di lunedì poichè, per regolamento, dal momento della presentazione a quello della discussione debbono trascorrere almeno dieci giorni. Noi abbiamo riunito il direttivo cittadino per questa sera (ieri sera ndr) in modo da informare tutti e prendere una decisione che sia il più possibile condivisa. Anche perchè se Veltri e Fraschini sono da soli in Consiglio comunale, io devo dialogare con un numero decisamente più alto di consiglieri e non posso prendere decisioni ignorando la volontà di chi siede con me in Consiglio». Per paradosso, quindi, il caso Filippi allarga ulteriormente la spaccatura che, ormai da tempo, divide il Pd dalla sinistra più intransigente. (f.m.)