Picchia moglie e figlio, 47enne nei guai
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Il padre padrone non potrà più entrare in casa, nè avvicinarsi alla moglie e ai figli o ai luoghi da loro abitualmente frequentati, dopo averli ripetutamente aggrediti e picchiati. E' il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari nei confronti di F.G., 47enne operaio pakistano residente a Voghera dal 2009. L'uomo, al termine di accurate indagini, è stato anche denunciato dal commissariato di polizia per lesioni volontarie, stalking e altri reati. La vicenda comincia in un brutto giorno dello scorso mese di novembre quando la figlia della coppia, una ragazzina di sedici anni, dopo l'ennesimo episodio violento tra le mura domestiche, con la madre pestata brutalmente dal marito, trova la forza di ribellarsi e di chiamare il 113. Accorre una squadra volante e la donna, B.R., 36 anni, viene trasportata da un'ambulanza della Cri al Pronto soccorso, dove il personale di turno la giudica guaribile in una settimana. Anche lei, tornata a casa, decide che non è più possibile subire questi soprusi senza reagire e si reca al commissariato di via Carlo Emanuele: è impaurita, teme le ritorsioni del coniuge, ma questo primo contatto con le forze dell'ordine è decisivo per cambiarle la vita. Si instaura un rapporto di fiducia; gli agenti, inoltre, la indirizzano a un'associazione cittadina in prima linea nella tutela delle donne vittime di maltrattamenti e per il supporto psicologico. B.R. si convince così a sporgere querela contro il marito, è l'appiglio legale che serve alla polizia per avviare accertamenti su di lui e tenerlo, sostanzialmente, sotto controllo. Ad emergere dal contesto domestico e familiare è un insieme di vessazioni e di prevaricazioni, iniziate in Pakistan, dove i due si erano conosciuti e sposati, e continuata dopo il trasferimento in Italia. F.G, però, per nulla intimorito dal nuovo atteggiamento della moglie, si scaglia ancora contro di lei, la prende a calci e pugni e riserva lo stesso trattamento anche al figlio di dodici anni, che aveva osato frapporsi tra di loro tentando di difendere la madre dalle botte del padre violento. E' il 16 febbraio, una domenica. Entrambi finiscono al Pronto soccorso, qui vengono trattenuti a scopo precauzionale per una notte e dimessi l'indomani mattina con una prognosi di quindici giorni. Ma ormai il cerchio infernale che intrappolava la famiglia si è spezzato, il 47enne operaio viene denunciato per la seconda volta. E vista la gravità dell'ultimo episodio, è raggiunto anche dalla misura cautelare che lo obbliga a tenersi lontano dai familiari. «E' importante che chi vive situazioni di violenze domestiche abbia la consapevolezza di non essere solo nell'affrontare momenti così difficili – sottolinea il vicequestore Mauro Zampiero – e che esistono istituzioni, forze dell'ordine e associazioni pronte a garantire il loro sostegno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA