SHOW O CAOS? DI SICURO NIENTE NOIA
di STEFANO TAMBURINI L'obiettivo – anche apprezzabile – sarebbe quello di un salto nel futuro, il rischio è piombare in una storia a metà fra "Oggi le comiche" e "Giochi senza frontiere". Non è detto, magari ne verrà fuori uno show delle meraviglie ma, per quel che si è visto nei test, la rivoluzione della Formula 1 rischia di spiazzare prima di tutto quelli che l'hanno partorita. Su ogni monoposto corrono trenta chilometri di cavi (sì, chilometri, non è un errore), ci saranno tre motori a formare ciò che chiamano la "power unit". Accanto a quello tradizionale, 1.600 di cilindrata con il turbo, due propulsori elettrici che funzioneranno con il recupero dell'energia in frenata e di quella generata dalla turbina e dagli scarichi. Ci saranno limiti ai serbatoi, la solita incognita gomme ed ecco che ogni gara può diventare una roulette. Si preannunciano tanti ritiri, chi avrà auto più lente ma affidabili rischia di fare più punti e alla fine – ed eccoci a "Giochi senza frontiere" con il jolly – l'ultimo Gp avrà doppio punteggio. Così potrà accadere che dopo aver accumulato 49 punti di vantaggio si possa perdere il titolo per una foratura all'ultima curva . Insomma, il solito Circus degli azzeccagarbugli – emblema il trionfo del 2009 della BrawnGp, auto al limite e forse anche oltre le regole – che non sa vivere di certezze e che stavolta rischia di offrirci un campione in carica, Sebastian Vettel, perso nelle retrovie. Del resto questo sport ha un fascino così inattaccabile – neanche gli anni degli zero sorpassi sono riusciti a far fuggire gli appassionati – che di sicuro supererà anche questa. Sì, perché poi allo spegnersi del primo semaforo rosso, lo sguardo finirà subito sulle Rosse, sulla nuova coppia che a Maranello hanno pensato di schierare per porre fine al digiuno. Accanto a Fernando Alonso è arrivato quello che avevano cacciato per fargli posto, Kimi Raikkonen, lo stesso che nel 2007 ha vinto l'ultimo titolo Ferrari. Resta da capire se sarà peggio gestire le due primedonne o quei 30 chilometri di cavi in ogni auto. E dunque, non sappiamo se sarà una cosa seria, ma comunque vada – show o disastro – sarà difficile annoiarsi. @s__tamburini ©RIPRODUZIONE RISERVATA