Maxi evasione fiscale gioielliere nei guai

VALENZA Un'evasione fiscale da 300mila euro, ma gli uomini della guardia di finanza di Valenza hanno scoperto il raggiro ai danni dell'agenzia delle entrate. Stavolta le fiamme gialle, agli ordini del tenente Dario Tocco, sono partite direttamente dall'analisi dei conti correnti bancari della ditta. Durante un controllo «a campione» i finanzieri hanno notato alcune discrepanze nei conti e hanno deciso di controllare più da vicino. La ditta sospetta era un'azienda di Valenza che opera non nella produzione ma nella commercializzazione all'ingrosso di orologi e gioielleria. I finanzieri sono andati nella sede della ditta e hanno cominciato a esaminare minuziosamente tutti i documenti contabili. Dall'indagine sono emersi movimenti annuali di contante di rilevante entità sui conti correnti bancari, che però non erano stati registrati nella contabilità dell'azienda. I titolari della ditta, interrogati in merito, non sono stati in grado nè di giustificare questa cosa nè di indicare con precisione la cifra «stornata» dalla contabilità. Un'ulteriore verifica ha permesso di appurare che i titolari dell'azienda orafa avevano portato in detrazione spese di natura personale: che, quindi, non potevano essere riconducibili all'attività aziendale e perciò non potevano essere detratte. I finanzieri al termine della verifica (che è durata tre mesi) hanno stabilito che la ditta aveva evaso Iva per 80mila euro proprio grazie al meccanismo delle spese non deducibili. Il volume di affari in nero era inoltre superiore di 300mila euro rispetto a quanto emergeva dai registri. I risultati dell'indagine sono stati trasmessi all'agenzia delle entrate di Alessandria. @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA