Scienza, lavoro, ricordi, fede: il mondo del prof. Burgio
il ricordo Scrivo come parroco di San Salvatore (per i pavesi San Mauro) e della Cappella del Sacro Cuore per celebrare sulla Provincia pavese un'esequia laica e affettuosa del grande maestro Burgio. Sono molte le cose che dobbiamo ricordare dell'esimio pediatra: per 24 anni, dal 1966 al 1989, ha diretto la clinica pediatrica del San Matteo di Pavia, facendola diventare un luogo di riferimento per la Medicina dei bambini in Italia e nel mondo. Grazie al suo impegno, nel 1981 la Clinica pediatrica venne trasferita nel padiglione nel quale anche oggi è ospitata e che da tempo gli è stato intitolato, ancora lui vivente, per ricordare il suo instancabile impegno e la sua dedizione. Vorrei testimoniare questo: il professore, celebrato da tanti, adorato dai suoi allievi, indicato da tutti come un esempio, riconoscente ai figli per i loro percorsi professionali, era un uomo innamorato della vita e della fede. Un uomo cosciente dei grandi doni che il Signore gli ha fatto, contrito per le sue debolezze, che lo hanno però reso ancora più grande nel momento in cui si comunicava regolarmente. Ogni incontro era l'occasione di visionare con lui la nuova pubblicazione, l'articolo da tradurre, il corso che doveva iniziare. Sempre mi rendeva partecipe, ricordando i miei anni alla Casa del Giovane in cui ci ripetevamo a vicenda il detto ebraico: "Chi salva un bambino, salva il mondo intero". Il mondo del Prof. Burgio era pieno di ricordi, e ogni ricordo veniva interrotto da telefonate dei suoi studenti che chiamavano il loro "Docente" per una parola di speranza, nel ministero della consolazione, negli anni in cui la moglie si è ammalata, e i suoi migliori professionisti hanno dovuto affrontare le sfide di una nuova sanità in giro per l'Italia e il mondo. Pavia deve molto a Burgio, accolto come persona di grandissima intelligenza, capacità lavorativa impossibile e memoria affettuosa per tutti che oggi meriterebbe di essere celebrata in tutte le sedi. Vorrei con queste parole rimediare alla mia impossibilità di celebrare il funerale, in cui mi sarei messo accanto ai figli e ai parenti, a pregare per l'anima del Prof. Burgio, che nella sua vita ha saputo rendere gloria a Dio servendo i suoi fratelli più deboli e indifesi. E il fatto che la preghiera rispettosa si è elevata senza clamori o cerimonie, mi fa ancora di più ringraziare il Signore per aver conosciuto e accompagnato un uomo così retto e disponibile all'incontro con il Padre. Mi commuove salire le scale della sua casa, mi faceva sempre una grande festa, e mi baciava le mani, come si usava fare ai consacrati, che offrivano il corpo e il sangue di Cristo. E io lo baciavo con affetto perché per lui insegnare all'Università era una missione, i suoi pazienti come dei figli e i suoi alunni, tutti, nessun escluso eredi di uno stile unitario di scienza e di coscienza. Grazie Professore, mi unisco al dolore e al cordoglio di tanti, ma ho la certezza che la sua anima è nelle mani di Dio, e il suo corpo si salverà per l'intercessione quotidiana di coloro i quali ha guarito e amato nel suo lavoro. Suo parroco don Franco Tassone