Casa contesa, il Comune mette i sigilli

PALESTRO Una villa dei primi del '900 in via Fornace è al centro di una contesa che affonda le radici neigli anni '70. L'ultimo colpo di scena l'altro ieri quando il Comune di Palestro, che ne rivendica la proprietà, ha sbarrato l'accesso al la casa vietandone l'ingresso a due musicisti che abitano in una villa adiacente e che sostengono che la villa invece è stata data loro in comodato d'uso. I musicisti, marito e moglie sconfitti in primo grado di giudizio hanno impugnato la decisione del tribunale e fatto ricorso. Un ricorso in cui allegheranno un testamento olografo dei primi anni '70, trovato recentemente in cui un'anziana di Palestro, Maria Nebbia, sottoscrive un testamento in cui dice di volere donare tutti i suoi beni, tra cui la casa di via Fornace in stile liberty ai «Silenziosi Operai della Croce»: alla Chiesa in buona sostanza. E così succede. Passano oltre trent'anni e in via Fornace si trasferisce la coppia di musicisti. I due si propongono alla parrocchia per creare un centro culturale nella casa. «Ci è stata data in comodato ed abbiamo iniziato i lavori a nostre spese, poi all'improvviso qualcosa è cambiato – raccontano– La casa è passata dalla Chiesa al Comune con una donazione». L'altro ieri l'arrivo di polizia locale, ufficiali giudiziari e vice sindaco: « La casa è del Comune, non sono state fatte le opere che i musicisti avevano promesso – ribatte il sindaco Maria Grazia Grossi – E comunque non non l'abbatteremo».