«Causa alla Cablelettra» La guerra dei dipendenti
Riconfermata l'iniziativa del pacco alimentare per le famiglie e le persone inserite nelle fasce più deboli di popolazione. La giunta guidata dal sindaco Franco Trabella ha aderito alla proposta avanzata dall'Associazione nazionale terza età attiva per il sociale (Anteas), che ha attivato una sede operativa a Sartirana, stanziando 250 euro per il 2014. La consegna dei pacchi alimentari sarà effettuata su indicazione del Comune, che indicherà i quantitativi alimentari sulla scorta del nucleo familiare interessato. ROBBIO Alta tensione alla Cablelettra di Robbio. Ieri gli ultimi 50 dipendenti rimasti in forza all'azienda che fino ad un lustro fa produceva fili per il cablaggio interno dei veicoli Fiat hanno fatto un presidio davanti alla loro ex azienda, ormai tristemente deserta, in via Mattei: faranno un'azione legale comune contro la loro azienda . Vogliono i loro soldi arretrati e garanzie sul futuro immediato. Hanno ricevuto una lettera a fine dicembre dove si diceva che sarebbero stati licenziati il 5 marzo. Del licenziamento però la settimana scorsa non c'è stata alcuna traccia. «Non abbiamo i soldi che ci spettano e non sappiamo in che situazione siamo: non lavoriamo, non siamo cassaintegrati e non siamo nemmeno stati licenziati – hanno lamentato molti dei lavoratori – Non ci sono dubbi, assolderemo un avvocato e faremo causa comune alla Cablelettra: vogliamo far valere i nostri diritti». I problemi per i lavoratori rimasti in forza all'azienda, circa una cinquantina, sono tantissimi. Il primo (che riguarda anche un'altra cinquantina di lavoratori che si sono licenziati da soli lo scorso settembre) è quello della mancanza dei soldi della cassaintegrazione a cui hanno diritto: «L'ultimo assegno di cassa integrazione che abbiamo ricevuto è stato 21 marzo 2013 – spiega uno dei rappresentanti dei lavoratori Paolo Nobili – Ora è stato approvato il decreto per il pagamento dei sei mesi, da marzo a settembre 2013, che ci mancano, ma aspettiamo ancora i soldi». Cento famiglie di Robbio e dintorni che quindi da un anno esatto sono senza un reddito. Ma non finiscono qui le problematiche. «Siamo andati all'Inps e all'Ispettorato del Lavoro e ci hanno detto che mancano i soldi dei contributi e dei trattamenti di fine rapporto che l'azienda avrebbe dovuto versarci negli ultimi anni appena trascorsi – aggiunge Nobili – Poi non sappiamo quando saremo licenziati e se ci sarà e a quanto ammonterà l'indennizzo che ci aspetta dal momento del preavviso a quello del licenziamento. Tutti problemi che da soli non possiamo risolvere, per questo prenderemo un legale tutti insieme». Si annuncia quindi una battaglia legale con i vertici dell'azienda arrivata nei primi anni 2000 a dare lavoro fino a 500 persone. Azienda che è commissariata dal 2009, quando era di proprietà della famiglia imprenditoriale siciliana ma robbiese d'adozione dei Patti. Da quel momento però è guidata dall'avvocato di Roma Vincenzo Sanasi d'Arpe nominato cinque anni fa commissario straordinario dal tribunale fallimentare di Vigevano.