Niutta guida la coalizione tra Scelta civica, liberali e Fare

«Regolamento per il riconoscimento delle unioni civili». Questo l'argomento all'ordine del giorno della commissione Prima per la seduta che si terrà giovedì prossimo. Il tema dovrà essere discusso dai consiglieri comunali che fanno parte della commissione ed è stato, nei mesi scorsi, al centro di una polemica tra il consigliere Niccolò Fraschini (che sollecitava l'istituzione di questo regolamento) e una parte della maggioranza. Fraschini ha appena annunciato la sua candidatura a sindaco e giovedì, in commissione, si parlerà delle unioni civili. PAVIA «Non vogliamo mimose, ma posti di governo». Cristina Niutta, ex assessore alle pari opportunità della giunta Cattaneo e dimessasi in polemica qualche settimana fa, ha scelto l'8 marzo per lanciare la sua cadidatura a sindaca di Pavia per la coalizione formata da Scelta civica, fare per fermare il declino e Liberali del Pli. «Io sono l'unica candidata sindaca per Pavia: un termine poco usato, sindaca, ma forse, continuando a usarlo, si diffonderà anche l'idea che sta dietro, della partecipazione delle donne alla politica, della loro presenza nei Cda ancora oggi, soprattutto a Pavia, tutti al maschile se nominati dalla politica». A sostenerla Marta Sempio, segretario provinciale di Scelta civica, i parlamentari Andrea Mazziotti e Irene Tinagli, e Maria Ida Germontani, Terzo polo. Un programma ancora in fase di definizione, ma con alcuni punti fermi: corso Cavour chiuso alle auto, precedenza a pedoni e ciclisti, consumo di suolo zero per far partire i progetti sulle aree dismesse, riapertura di un dialogo sugli spazi giovanili in città, un albergo diffuso che trasformi le case sfitte in occasione per attrarre e ospitare il flusso di visitatori di Expo, perché rimangano in città e non si limitino al "mordi&fuggi". «A Pavia ci sono tantissime risorse umane e economiche, ci sono tanti soldi come dimostrano le tante banche che fioriscono in città. Finora però sono stati usati per la rendita e non per fare vera impresa: il Comune dovrebbe riuscire a dare garanzie, a far in modo che la burocrazia non si metta di traverso», ha spiegato Niutta. E ancora: vendere Asm lavori «che assorbe 4 milioni di euro tolti alla libera imprenditorialità, è una società partecipata della partecipata pubblica Asm e opera con i vantaggi del pubblico in un campo privato». Emergenza casa da risolvere anche ricorrendo ai privati proprietari di case sfitte, con adeguate garanzie del Comune. Università e scuola, associazioni e giovani, servizi per gli universitari nei collegi periferici che «ormai non sanno nemmeno più come tornare a casa«. «Occorre raccordare le periferie al centro, con servizi adeguati – ha spiegato – Il mio riferimento vuol essere la città e i cittadini, non solo determinate categorie». Con un'attenzione a politiche anti discriminazione, di tutela delle donne, per la conciliazione su cui ha lavorato negli ultimi anni: «Senza dimenticare la legalità – ha concluso – Io mi sento libera di rispettare leggi senza guardare in faccia nessuno». (a.gh.)