Bosone: «Così vogliamo utilizzare la Carthusiana»

CERTOSA «Elaboreremo un progetto di utilizzo di una parte della sala Chartusiana e lo sottoporremo ai monaci in modo che questo spazio sia a disposizione di studiosi e turisti, un polo culturale pronto per Expo 2015». Il presidente della Provincia Daniele Bosone sintetizza la proposta presentata, insieme alla vicepresidente Milena D'Imperio, al tavolo convocato ieri dal Demanio. L'ente pavese vorrebbe utilizzare la parte al piano terra dell'edificio e si dice pronto ad accollarsi le spese per la sistemazione dei locali interessati. «Potremo mettere a disposizione i trentamila euro stanziati per la Certosa per effettuare interventi di deumidificazione ed installare sistemi di allarme. Diventerà un centro accoglienza e un centro di documentazione. Qui i visitatori potranno avere tutte le informazioni necessarie sul monumento e sulle altre bellezze architettoniche del territorio». Il progetto elaborato dalla Provincia di Pavia verrà presto presentato ai padri che hanno la competenza sulla Chartusiana, una parte della quale dovrebbe essere destinata alla Soprintendenza ai beni artistici per mostre ed eventi. Intanto Bosone ha già preso contatti con il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, «con una serie di sms ho sollecitato un suo intervento in merito alla Certosa». «Sarebbe auspicabile una passaggio di gestione al Minstero dei Beni culturali, anche se bisogna verificare che le normative lo consentano – spiega il presidente di Piazza Italia -. Riteniamo preziosa la presenza dei monaci che, non solo permettono l'apertura del complesso, ma lo mantengono in uno stato dignitoso. Impensabile invece pensare a una gestione diretta dello Stato, costerebbe almeno tre milioni di euro all'anno. Cifra di questi tempi impensabile». (st.pr)