Discarica, la società Acta chiede i danni alla Regione

di Lorella Gualco wFERRERA La Acta chiede i danni alla Regione. La società che ha presentato il progetto per la discarica di smaltimento di cemento-amianto alla cascina Gallona di Ferrera ha fatto ricorso al Tar, perchè il Pirellone ha lasciato scadere i termini senza pronunciarsi sull'istanza di emissione del decreto di compatibilità ambientale. La Acta chiede al Tar di condannare la Regione a provvedere sulla richiesta, ma anche a risarcire i danni (non ancora quantificati) causati dal mancato rilascio della Valutazione di impatto ambientale (Via). «La notizia non mi fa per nulla piacere – dice l'assessore regionale all'Ambiente , Claudia Maria Terzi – Se questa è la proposta dell'azienda alla mia richiesta di pareri e osservazioni ai Comuni potenzialmente coinvolti dal progetto, allora non ci siamo proprio. Ad Acta forse non interessa sapere che cosa ne pensino le migliaia di cittadini dei tanti comuni interessati. Personalmente invece ritengo sia fondamentale una loro valutazione. Ed è per questo che li abbiamo coinvolti per assicurare la massima trasparenza nella scelta tecnica finale. Lo ribadisco: per me viene prima la tutela dell'ambiente e della salute delle famiglie, poi tutto il resto. Scelte così importanti non possono essere calate sul territorio senza il necessario dialogo». Nel suo ricorso Acta sostiene di avere presentato tutte le integrazioni e dato tutte le risposte relativamente ad alcuni aspetti critici del progetto emersi nel corso della procedura, tra cui possibile problemi riguardanti la falda. «La società - si lehhe nel ricorso – aveva già recepito le indicazioni provenienti dagli enti coinvolti nel procedimento con le ultime integrazioni progettuali, effettuate il 1° luglio 2013 , e aveva definitivamente rimosso ogni aspetto che, ancorchè ingiustificatamente, era stato considerato come critico». Da quel momento, continua Acta, la Regione avrebbe avuto 90 giorni di tempo per definire il procedimento di Via. Ma il termine è trascorso senza avere risposte «a richieste informali ed orali e a richieste scritte», se non riscontri «evasivi e dilatori». Da qui la scelta di rivolgersi al Tar. Si preannuncia quindi battaglia legale con la Regione «Lo ripeto - conclude l'assessore Terzi - io sono e sarò sempre a favore del territorio e di un suo pieno coinvolgimento. Poi ognuno è libero di fare quello che vuole, compreso presentare un ricorso al Tar. Ma io non indietreggio di un millimetro, È una questione di principio che non riguarda gli uffici tecnici responsabili del procedimento ma una precisa scelta politica nei confronti del territorio lombardo».