Neo presidi nel caos, bloccate le nomine

di Marianna Bruschi wPAVIA I neo presidi non prenderanno servizio lunedì ma il primo settembre. Vincono gli studenti che da subito avevano protestano: perché togliere dalle classi i vincitori del concorso e assegnare loro le nuove scuole adesso e non con il prossimo anno scolastico? Ieri i docenti dovevano firmare i contratti, dopo l'assegnazione della sede, ma una volta arrivati all'ufficio scolastico regionale la sorpresa: tutto rinviato. Sulla questione è intervenuto anche il ministro dell'istruzione Stefania Giannini. Due settimana fa dal ministero era già arrivata la richiesta al direttore generale Francesco De Sanctis di rinviare l'entrata in servizio a settembre. Ma la procedura è andata avanti e si è arrivati a ieri, al momento della firma. A Milano è arrivata però, questa volta scritta, la richiesta di fermare tutto. E così è stato. Tra i 355 neo presidi ci sono anche una ventina di pavesi. «Ci hanno solo fatto firmare un'assunzione a tempo indeterminato – spiega Mauro Casella, docente del Cairoli a cui è stato assegnato l'Ipsia Cremona – che diventerà effettivo in termini di servizi e di stipendio dal primo settembre. Una situazione paradossale, ci hanno avvisato solo quando siamo arrivati lì e ci sono colleghi arrivati dalla Sicilia per prendere servizio». Sulla questione è intervenuto anche il ministro Giannini. Che ha subito tranquillizzato i 355 vincitori del concorso: «Possono stare tranquilli: firmeranno subito il loro contratto, avranno le loro sedi assegnate, inizieranno subito la loro formazione ed entreranno in servizio il primo settembre, con il nuovo anno scolastico». Il ministro ha posto l'attenzione sugli studenti ricordando anche che da tre anni i docenti attendono l'esito di questo concorso tormentato da ricorsi e ricorrezioni delle prove. «Così garantiremo il diritto sacrosanto e inviolabile dei nostri bambini e ragazzi di vedersi garantita quella che tecnicamente si chiama la continuità didattica – sottolinea il ministro – evitando che 40mila alunni si ritrovino a cambiar docente in corso d'anno». Questo perché i nuovi presidi avrebbero dovuto lasciare le loro classi, e i vicari nelle scuole in reggenza sarebbero ritornati in aula, lasciando a casa i supplenti che li sostituivano. «Un balletto di insegnanti insopportabile a danno dei nostri studenti, molti dei quali sosterranno la maturità a giugno – ha aggiunto Giannini – la scuola è prima di tutto per gli alunni, a cui dobbiamo dare garanzia di continuità e qualità». @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA