M5S, anche Crimi finisce nel "tritacarne"
Dopo le espulsioni dei senatori, nel Movimento Cinque Stelle il barometro segna tempesta. E contro la violenza verbale intestina scoppiata nel gruppo parlamentare di Palazzo Madama, una senatrice arriva ad invocare Gandhi e la pratica del Satyagraha: il digiuno di protesta. Nel gruppo al Senato dei Cinque Stelle la tensione è altissima. I sospetti di tradimento colpiscono addirittura Vito Crimi (foto), l'«ortodosso» di Grillo e Casaleggio a cui venne assegnato proprio un anno fa l'incarico di capogruppo a Montecitorio. Un insospettabile: eppure l'accusa di «intelligenza con il nemico», colpisce pure lui, al quale viene contestato di aver partecipato a cene con esponenti civatiani. Le voci si rincorrono a tal punto da spingere Crimi a spiegare; ovviamente su Facebook. «Voglio tranquillizzare chi ha letto preoccupato l'articolo su una cena a cui avrei partecipato con esponenti del Pd di area civatiana, lasciando intendere chissà quali retroscena o tentativi di scouting nei miei confronti». Ricostruisce per filo e per segno l'accaduto («Abbiamo incrociato la senatrice del Pd Ricchiuti... cercava un posto dove andare a cenare e, con un atto di cortesia... l'abbiamo invitata») e infine precisa: «Quindi nessuno scouting, nessuna collusione, nessuna ipotesi di avvicinamenti strategici, nessuna dietrologia...». Intanto la prossima settimana potrebbe essere decisiva per la costituzione di un gruppo di ex M5S al Senato. Lo conferma uno dei senatori espulsi, Francesco Campanella che chiarisce: «È quello che spero ma al momento non ho contattato ancora nessuno degli ultimi fuoriusciti».