Elvezia Milani, la signora del dialetto
PAVIA E' stata poetessa, insegnante, "paroliera" e autrice di testi teatrali in dialetto pavese, la maggior parte dei quali composti per quella che una volta è stata Compagnia Dialettale Pavese. A ricordare Elvezia Milani, scomparsa a 88 anni, è Gianfranco Manenti, l'attore che insieme a lei militò nelle fila della Compagnia Dialettale Pavese sino a che il gruppo si scisse in due tronconi. Era il 1996 quando la Compagnia che era stata fondata nel 1959 da Cesare Volta vide i suoi membri aderire in parte alla Nuova Compagnia Dialettale Pavese (Elvezia Milani scelse questo gruppo) e in parte al Gruppo Teatrale Cesare Volta (Gianfranco Manenti prese questa strada). «Ma per tutti noi Elvezia Milani è sempre rimasta la "Dedè" - racconta Manenti – Era la professoressa, la poetessa, la stretta collaboratrice di Cesare Volta e la meravigliosa autrice delle migliori commedie della Compagnia Dialettale Pavese. Ha scritto anche tante poesie e molte canzoni in dialetto pavese. Una per tutte, la bellissima "At vori ben Pavia", con parole sue e musica del maestro Vezzoli. "Dedè" non disdegnava nemmeno la scena, curava la dizione come una vera attrice». Neanche la scelta di imboccare strade artistiche diverse è riuscita a scalfire la stima e l'affetto che i "vecchi" compagni di Elvezia Milani nutrivano per lei. «Nessuno ha ragione e nessuno ha torto, la vita è così, si possono fare scelte diverse. E' però importante ricordare che Elvezia Milani si è adoperata per la riscoperta e la valorizzazione del dialetto pavese. Lei, che era professoressa di lettere, ha sempre sostenuto che il dialetto fa parte delle nostre radici, lo chiamava "la nostra carta d'identità"». (m.pizz.)