Scuola, effetto Masterchef Esubero cuochi al Cossa

di Marianna Bruschi wPAVIA Avevano scelto di iscriversi all'alberghiero, ma ora dovranno cambiare scuola. E' così per 60 studenti respinti dal Cossa. La scuola professionale non ha spazio per accogliere tutte le iscrizioni e ha iniziato a mettersi in contatto con le famiglie dei ragazzi fuori provincia, questo infatti il primo dei criteri decisi per gestire gli esuberi. Le famiglie si trovano nella difficile situazione di dover trovare un'alternativa. Tra i 60 esuberi ci sono ragazzi del milanese, di Tortona e Lodi. «Come avevamo già specificato adottiamo il criterio della provenienza per gestire le iscrizioni – spiega la preside del Cossa, Alba Tagliani – Stiamo contattando chi viene da fuori provincia di Pavia». Le alternative? Poche. C'è il Pollini di Mortara ma non è facilmente raggiungibile da chi per esempio arriva da Binasco o Rozzano. E ci sono Apolf e fondazione Clerici, il primo già quasi a tappo con le iscrizioni al primo anno e 5 prime pronte a partire. Le famiglie non nascondono rabbia e preoccupazione. Hanno compilato la domanda di iscrizione e on line e poi, a operazioni ormai chiuse, hanno ricevuto la telefonata. «La procedura on line doveva segnalare che si stava per raggiungere una quota per cui poi non sarebbe stato possibile iscriversi – spiega una mamma del milanese – il problema è che non ci sono alternative reali. E ora cosa facciamo fare a questi ragazzi? E' tutto affidato a noi, siamo noi che dobbiamo chiamare altri istituti per capire se c'è posto». E' una questione di spazi per il Cossa. «Per l'alberghiero servono i laboratori non si basta mettere due classi da qualche parte – spiega la preside Tagliani – certo, se mi avessero lasciato la succursale a Casorate Primo non ci sarebbero stati problemi». Sulla situazione iscrizioni presidi e Provincia faranno il punto a metà marzo. «Per cercare di capire come e se redistribuire gli spazi», spiega l'assessore provinciale Milena D'Imperio. C'è anche il Cairoli che con 413 iscritti ha bisogno di spazi. Ma perché il boom di richieste per l'alberghiero? «Da un lato si spiega con la televisione, si vedono cuochi in tutti i programmi – spiega Tagliani – ma è anche perché i ragazzi trovano lavoro. Tutti i diplomati dopo l'esame hanno un lavoro, magari precario ma ce l'hanno. E quando ci chiama qualche azienda per avere i nominativi degli studenti spesso non ne abbiamo proprio perché tutti sono già occupati». Alberto Henin per anni preside del Pollini di Mortara aggiunge anche la questione Expo 2015. «Ci sono molti ristoratori che in vista del 2015 si stanno attrezzando – spiega il preside – lavorando per far fare esperienze agli studenti gli unici tirocinii pagati dalla Regione sono stati nel settore della ristorazione. C'è pressione mediatica da un lato, ma anche possibilità lavorative. Pavia potrebbe puntare sui servizi, molte famiglie la scelgono per paura di mandare i figli in scuole del milanese meno affidabili dal punto di vista sociale, però si deve attrezzare».