Tribunale chiuso, giallo sul quadro finito a Pavia
Allievo dell'Accademia di Brera, Alberto Nobile (a lato nella foto scattata nel 1940 dal fratello Claudio) fu un artista eclettico: pittore, scultore, incisore, designer, ceramista. Nato a Voghera nel 1923, si formò con il gruppo di Corrente. Dopo la guerra, lavorò a Brescia, per poi trasferirsi definitivamente a Genova. Prese parte a due Biennali di Venezia e a due Quadriennali di Roma. Insegnante al liceo artistico Barabino del capoluogo ligure, ottenne una cattedra all'Accademia di Belle arti di Roma. Nella capitale, trascorse anche gli anni di guerra, avvicinandosi all'esperienza di Mafai e Scipione nell'ambito della Scuola romana. La sua produzione artistica spazia dalle tendenze picassiane al realismo sociale e alla nuova figurazione del realismo esistenziale. Un'importante mostra a lui dedicata venne allestita alla Galleria Bergamini di Milano nel 1962, mentre Genova, sua città adottiva gli tributò un'antologia postuma nel 1967, un anno dopo la morte. Tra le sue opere più significative, «Il Borgo» (1962), «La capra» (1958-59), «Operai dell'Ansaldo» (1961), tutti olii su tela. di Roberto Lodigiani wVOGHERA Sbarrato il portone di via Plana, due foglietti appiccicati con puntine da disegno avvertono laconicamente che «il tribunale si è trasferito a Pavia. Per entrare rivolgersi alla polizia locale o al settore Lavori pubblici del Comune...». Ma nel capoluogo provinciale, oltre agli uffici giudiziari, potrebbero essere finiti anche beni di pregio artistico di cui proprio il Comune (proprietario del palazzo che fu già convitto giovanile Umberto I) rivendica il possesso. In particolare, il quadro «Signora in blu», opera che l'apprezzato pittore vogherese Alberto Nobile (1923-1966) firmò nel 1945, si troverebbe sicuramente a Pavia. La ditta incaricata del trasloco, dopo la sospensione definitiva delle udienze, lo avrebbe prelevato insieme agli arredi, nonostante la targhetta bronzea con la dicitura «Città di Voghera» ben in evidenza sulla cornice, mentre erano presenti alcuni dirigenti comunali (l'architetto capo Carrapa, l'economo De Paoli e l'informatico Brignoli). Alle loro rimostranze, il responsabile della ditta avrebbe risposto che non poteva fare eccezioni e che doveva prelevare e trasportare a Pavia tutti i beni inventariati. Ma il nocciolo della questione riguarda proprio la catalogazione. Ci spieghiamo meglio. Il quadro di Nobile con altre opere figurava in un inventario di beni comunali concessi in uso al tribunale, risalente al 1950. Un successivo inventario del 1995, fatto in via Plana (ma, sembra, senza darne comunicazione al Comune) li avrebbe invece reinseriti nel patrimonio del tribunale. E in base ad esso, è stato effettuato il trasloco nel capoluogo. La «Signora in blu», dunque, è stata staccata dalla parete, imballata, caricata su un camion e spedita a Pavia. Formalmente, senza alcuna irregolarità su cui eccepire. Ma il Comune spera ancora di recuperarla. E sta già lavorando in tale direzione. Verifiche, infatti, sono in corso da parte dell'economato, con l'ausilio dell'assessorato alla cultura e del direttore della biblioteca Ricottiana, Paolo Paoletti. Il timore e il sospetto - tali, per il momento, sono - è che non soltanto quel quadro abbia preso il volo. In municipio si fa notare anche che gli ormai ex uffici della procura sono chiusi, per cui non è stato ancora possibile effettuare controlli su ciò che è presente (o assente) all'interno. Una lettera, dunque, con la richiesta ufficiale della restituzione dell'opera realizzata da Nobile potrebbe partire nei prossimi giorni da piazza Duomo. Voghera, gravemente ferita dalla perdita del tribunale, non vuole sopportare quest'altro schiaffo, per quanto probabilmente involontario, senza reagire. ©RIPRODUZIONE RISERVATA