Spese "pazze" al Pirellone, sei indagati
PAVIA Sette di loro erano finiti nell'inchiesta della procura di Milano sulle spese "pazze" al Pirellone. Ma le accuse di truffa e peculato restano in piedi solo per sei consiglieri regionali pavesi. E' quanto emerge dall'avviso di conclusione delle indagini emesso ieri dalla procura, che ha tirato la somma dell'inchiesta sui rimborsi regionali. I consiglieri coinvolti dichiarano di non avere ricevuto ancora nessuna notifica, ma nell'elenco della procura compaiono i nomi del consigliere leghista Angelo Ciocca, Vittorio Pesato (Pdl), Francesco Fiori, eletto per il Pdl nel 2008, Antonella Lottini, consigliere dello stesso partito fino al 2010, Lorenzo Demartini, consigliere della Lega nel 2008, e Carlo Porcari, ex consigliere del Partito democratico. Non c'è invece il nome di Giuseppe Villani, attuale consigliere del Partito democratico, che pure era rimasto coinvolti nell'inchiesta. E questo vuol dire che è stata accolta la richiesta di archiviazione presentata dalla procura lo scorso dicembre. Richiesta che riguardava anche Porcari. Nel suo caso (come per altri 32 consiglieri di opposizione) il magistrato aveva rilevato «una scarsa rilevanza economica del totale dei rimborsi richiesti» che aveva portato a ritenere gli indagati estranei «a quella volontà di approfittamento illecito delle risorse pubbliche». Cosa ha fatto cambiare idea ai magistrati? La risposta potrebbe essere contenuta nello stesso avviso di conclusione delle indagini, dove a Porcari vengono contestate spese per oltre 239mila euro ma in qualità di capogruppo del Pd. Spese, dunque, effettuate non a titolo personale. «Certo la notizia mi stupisce, visto che c'era una richiesta di archiviazione, ma resto sereno», si limita a dire Porcari. «Non ho ricevuto ancora nulla», spiega invece Vittorio Pesato, a cui viene contestata una somma di 32mila euro. Poco più di 5mila euro è quella contestata ad Angelo Ciocca, 17.500 euro a Demartini, oltre 18mila euro a Fiori, e poco più di 15mila euro a Lottini. L'atto della procura anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. E questo vuol dire che i sei consiglieri che hanno ricevuto l'avviso di conclusione indagine (che vale anche come avviso di garanzia) rischiano di essere processati per le accuse di peculato e truffa. Le indagini sono state chiuse per 65 consiglieri in tutto, tra cui 55 ex consiglieri regionali dell'ultima e penultima legislatura, 9 ex assessori della giunta Formigoni e il collaboratore di un assessore. Dalle indagini, condotte dal nucleo di polizia tributaria, è emerso che gli indagati avrebbero chiesto rimborsi per un ammontare complessivo di oltre 3,4 milioni di euro per spese che poco o nulla avevano a che vedere con l'esercizio delle loro funzioni istituzionali. (m. fio.)