«Costi elevati e troppa burocrazia i negozi lasciano piazza Ducale»
VIGEVANO «Me ne vado dal centro storico, piazza Ducale ormai è squalificata»: lo dice senza mezzi termini, Giovanni Marzo, titolare di due negozi, uno in Piazza ("Il fiore di piazza Ducale") e l'altro in via del Popolo ("Priscilla bimbi"), aperto da 14 anni. «Con queste regole è impossibile continuare in centro – dice Marzo –. Ci sono troppi ostacoli oggettivi: sovrintendenza, viabilità, arredo, plateattici. Per ogni cosa un ufficio diverso, per ogni richiesta una problematica nuova. Era un sogno quello della vetrina in Piazza, ma ho capito che i "tempi d'oro" sono passati. La gente non compra più se è a piedi e le grandi firme non vogliono più investire nella nostra città». La sua non è una chiusura, ma un semplice trasferimento. Le due attività chiuderanno in agosto per riaprire in settembre in corso Garibaldi, sempre nel centro città, ma all'esterno dell'area pedonale. «Qualche proprietario chiede affitti sproporzionati, altri chiedono due anni anticipati, ma c'è chi è disposto a venirti incontro – prosegue il commerciante –. Ad Abbiategrasso gli affitti sono anche il doppio di Vigevano, ma si lavora anche il doppio di qui». Marzo non è l'unico a lasciare Piazza Ducale. Giovannino Migheli, titolare del bar Tikal in piazza Ducale, se ne andrà. «Me ne torno in Sardegna – racconta Migheli – perché una stagione in Sardegna vale più di un anno di lavoro in questa città. Il bar cambia gestione, auguro ai nuovi titolari più fortuna». Ormai in quello che è considerato il "salotto d'Italia" sono più le vetrine sfitte che quelle occupate. Negli ultimi mesi hanno chiuso "Azzurra" e "In vogue", che si aggiungono alle ex Banca Popolare di Milano, Nadir, Carpisa e il bar Bramante, mentre a breve chiuderà anche la farmacia Cornalba, che si trasferirà in corso Vittorio Emanuele, in locali di proprietà, lasciando quelli in affitto in Piazza. «Sulla questione degli affitti serve un'azione di sensibilizzazione, ma non possiamo imporre cifre a nessun proprietario – commenta Mariela Varco del comitato "La dimora sforzesca", nato per promuovere il centro storico –. Per quanto riguarda le ultime chiusure, io penso solo che quando si apre un negozio in Piazza si è consapevoli delle caratteristiche di questa zona», cioè si è consapevoli che i costi saranno elevati e la burocrazia non semplice da gestire. Intanto sono iniziati gli incontro tra amministrazione e proprietari dei negozi. «Sono state discussioni di buon senso, volte a capire i problemi di piazza Ducale e cosa è necessario fare per trovare soluzioni concrete – conferma Barbara Tovagliaro, assessore alle attività produttive –. Ho riportato alcune richieste al sindaco per trovare un compromesso tra affittuari e proprietari». Selvaggia Bovani