Don Cesare, le prediche con il tablet
CASTEGGIO Don Cesare Campagnoli, un sacerdote tecnologico. Durante le sue messe domenicali, a Pancarana (dove è parroco), a Cervesina o al Sacro Cuore di Casteggio, per l'omelia utilizza sempre il suo tablet personale: «Preparo le mie omelie scrivendole tutte col mio computer, e poi le trasferisco direttamente sul tablet. Per molti anni ho vissuto negli Stati Uniti, dove ho svolto i miei studi e successivamente ho insegnato all'università di Philadelphia, e là l'utilizzo delle tecnologie anche in ambito liturgico è molto diffuso, specie nell'ordine dei Gesuiti di cui faccio parte. Trovo che sia molto comodo e soprattutto utile, in quanto connettendosi ad internet é possibile ricercare fonti e nozioni tecniche da inserire all'interno della propria omelia. Tra l'altro l'uso di questi strumenti elettronici permette anche di risparmiare carta». Così, catalogandole secondo data e chiesa dove si trovava, il sacerdote ha creato una vera e propria raccolta delle sue omelie. I fedeli, soprattutto anziani, che partecipano alle messe, dopo un primo disorientamento iniziale, si sono abituati a vederlo col tablet a commentare le pagine del Vangelo e trattare temi importanti quali ad esempio bioetica, aborto e contraccezione, integrazione culturale. Don Cesare, 49 anni, figlio dell'onorevole Mario Campagnoli, prima di diventare parroco a Pancarana celebrava messa al Sacro Cuore di Casteggio: «Una volta sulla balaustra ho portato anche il mio personal computer portatile perché non riuscivo a connetterlo al tablet. Ripeto, questo fatto non é certo una novità in America, anche se per accedere a social network tipo Twitter e Facebook devi avere degli speciali permessi in quanto deve esserci uno scopo apostolico e non privato. Quando insegnavo a Philadelphia avevo fatto anche lezioni on line tramite Skype con utenti collegati da diverse zone degli Stati Uniti». Don Cesare ha preso i voti nel 2012 e sta trascorrendo in Italia il suo anno pastorale, in attesa di tornare in America. «Le tecnologie moderne possono essere di grande aiuto anche in ambito liturgico, soprattutto per avere accesso a molte informazioni: naturalmente bisogna saperle vagliare e riconoscerne il valore effettivo». Simone Delù