Ai fornelli senza l'italiano la sfida degli studenti

PAVIA Il menu parla inglese e anche i cuochi. Per il secondo anno la fondazione Clerici ha organizzato un pranzo interdisciplinare: non solo i piatti sul menu consegnato agli ospiti sono stati scritti in inglese, ma ai ragazzi è anche stato chiesto di illustrarli senza usare l'italiano. Con uno sforzo in più chiesto anche ai commensali: provare per qualche ora a dimenticarsi dell'italiano. Uno dei corsi della Fondazione è quello in ristorazione. Ieri sette studenti iscritti al quarto anno (quello facoltativo che consente, finiti gli esami, di poter aprire una propria attività) nonostante la giornata festiva per il Carnevale hanno cucinato e servito il pranzo agli insegnanti e a un gruppo di ospiti, tutti docenti di inglese. Hanno proposto come antipasto nasello con crema di piselli, poi spaghetti con zucchine, branzino e curry di primo, poi hanno proseguito con code di rospo al limone accompagnate da patate duchessa con bacon e cipolle e pane tostato all'aglio. E per finire i dolci: muffins al cioccolato e custard pie, torta alla crema. «Piatti inglesi e italiani reinterpretati dai ragazzi con l'aiuto dello chef insegnante, Pino Tolomeo», hanno spiegato a scuola. Tutto rigorosamente in inglese. «Sapere una lingua straniera può aiutare i ragazzi nel trovare un lavoro», ha spiegato Simone Attivissimo che insegna inglese alla fondazione Clerici. Da qui l'idea di mettere gli studenti alla prova: ai fornelli ma non in italiano. Un esercizio che potrà tornare utile in futuro. A fare gli onori di casa Oriana Giupponi, dirigente dell'istituto di Pavia e anche delle sedi della provincia (Vigevano e Mortara). I ragazzi hanno spiegato i piatti preparati, hanno risposto alle domande degli ospiti e dei loro stessi docenti e accolto i suggerimenti e lo chef ha svelato la ricetta degli spaghetti e delle code di rospo. Ora per gli studenti si avvia il periodo di stage. (ma.br.)