Italicum, trattative a oltranza Pd-Fi-Ncd

di Maria Berlinguer wROMA È braccio di ferro alla Camera sulla legge elettorale con Renato Brunetta che avverte Renzi: se salta l'accordo con Berlusconi sei tu a perdere la faccia. È a rischio l'intesa raggiunta tra il Cavaliere e il segretario del Pd sulle riforme. Il compromesso trovato tra Angelino Alfano e Matteo Renzi, finito poi nero su bianco nell'emendamento presentato ieri dal bersaniano Alfredo D'Attorre che propone di abolire l'articolo 2 dell'Italicum, eliminando ogni riferimento alla elezione del Senato, è bocciato su tutta la linea dai berluscones che minacciano barricate. «Una riforma della legge elettorale prevista per un solo ramo del Parlamento è incostituzionale e irragionevole, in un sistema di bicameralismo perfetto non è concepibile ripensare il sistema elettorale per un solo ramo del Parlamento e non possiamo credere che il presidente della Repubblica possa firmare una riforma elettorale a metà», dice. Per il capogruppo forzista l'emendamento D'Attorre, che piace sia a Udc che a Ncd, è stato pensato da chi «ha il terrore di andare a elezioni e vuole solo salvare la propria poltrona». I tempi per l'approvazione dell'Italicum rischiano di allungarsi. Renzi ha promesso tempi strettissimi sulla legge elettorale ma a Montecitorio insidie e trappole sono già visibili, a partire dai molti voti segreti che il regolamento parlamentare prevede. «Quelli che non vogliono cambiare la legge elettorale sono tanti, si agitano molto, marciano separati ma colpiscono insieme, sarà dura», scrive su Twitter il vicepresidente della Camera, il renziano Roberto Giachetti che per due volte ha fatto lo sciopero della fame per ottenere la riforma del Porcellum. Il clima di tensione nella maggioranza, cresciuto ieri dopo le dimissioni del sottosegretario alfaniano, Antonio Gentile, non è un buon viatico per l'Italicum che già dovrà fare i conti con la minoranza democratica che tra i parlamentari è ancora maggioranza. Per Brunetta a Montecitorio sono stati presentati molti «emendamenti campa cavallo, o Penelope». «Se non li ritirano significa che Renzi non tiene né il Pd né la maggioranza dei partitini», dice. Ma almeno in un caso, l'ormai famoso emendamento presentato dal Pd Lauricella che lega l'entrata in vigore della nuova legge elettorale alle Riforme costituzionali, è certo che il firmatario non lo ritirerà. «Non ritirerò mai il mio emendamento», avverte Lauricella. La riunione dei deputati democratici prevista per ieri sera e alla quale avrebbe dovuto partecipare il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi è stata rinviata a oggi per evitare di sancire una rottura nel gruppo. Le trattative tra Fi, Ncd e Pd continueranno per tutta la notte con i forzisti che insisteranno per avere il via libera definitivo all'Italicum entro marzo. Sono Luigi Zanda e Roberto Speranza, i due capogruppo Pd, a mediare per trovare un'intesa sulla riforma. Una delle ipotesi in campo sarebbe quella di posticipare l'entrata in vigore della legge elettorale a dopo il semestre di presidenza italiano dell'Unione. Ma sarà difficile che Forza Italia accetti questa soluzione. L'unico che potrebbe convincere il Cavaliere è proprio Renzi. E non è escluso che nelle prossime ore non ci provi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA