«Parkinson, farmaci introvabili»
di Carlo Gobbi wVOGHERA «Ho girato diverse farmacie, non solo a Voghera ma anche nel circondario, stando in ballo alcun ore, cercando i farmaci di cui ho bisogno per curare la mia malattia, ma non c'è stato niente da fare. E il problema non è solo mio, ma anche di altre persone che purtroppo devono fare i conti con il Parkinson». A parlare una vogherese di 54 anni, malata da tempo del morbo di Parkinson: «So anche di persone che sono state costrette al ricovero in ospedale perchè non riuscivano a trovare i farmaci giusti per curarsi, e non c'era rimedio al problema. Anche malati di epilessia non riescono sempre a trovare i farmaci di cui hanno bisogno, e non resta altra via che rivolgersi all'ospedale». All'associazione Parkinsoniani (che comprende anche Pavia e Vigevano) sono a conoscenza del problema: «Purtroppo è vero, esiste una problematica di questo tipo: alle case farmaceutiche conviene vendere i loro prodotti all'estero, perchè in Italia guadagnano meno. Così succede che non sempre si riescono a trovare le medicine giuste in farmacia». Nel caso di ieri, il farmaco richiesto era il «Requip», ma ce ne sono altri. «Come Parkinson Italia è stato avviato un discorso con l'Aifa, per vedere di coinvolgere poi le autorità competenti in materia a livello nazionale». Fatto sta che chi è colpito da questi sintomi non sempre riesce a curarsi come sarebbe necessario. «Sappiamo anche di persone che hanno fatto appelli via facebook sulla pagina della nostra associazione – dicono ancora all'associazione di via Sormani Gavina – e sono riuscite a trovare un rimedio al loro problema grazie alla solidarietà di altri malati, che gli hanno spedito le medicine richieste. Ma non sempre funziona così». All'associazione Parkinsoniani fanno capo, tra Voghera, Pavia e Vigevano, circa 300 persone: si fa attività soprattutto a livello di fisioterapia e di recupero. Ma il problema del reperimento delle medicine è ovviamente all'ordine del giorno. In zona ci sono anche farmacie che – su esplicita richiesta delle persone interessate – contattano direttamente le ditte produttrici dei farmaci, fornendo loro dati medici che confortano la richiesta, per poter avere la disponibilità dei medicinali, ma il tutto richiede ovviamente qualche giorno. «La speranza – concludono all'associazione cittadina – è che si possano chiarire le cose ai massimi livelli, perchè nel nostro Paese ci sono zone, come la nostra, in cui il problema è veramente sentito e purtroppo sta andando avanti da qualche tempo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA