Asm, la Corte dei conti boccia i rimborsi
Alessandro Cattaneo non va a Roma e, sull'esempio del collega rottamatore Renzi, punta a rastrellare consensi nell'elettorato di centrodestra come in quello di centrosinistra. Lo ha detto lo stesso sindaco, ieri, in occasione della prima uscita pubblica (foto) della lista civica «Pavia con Cattaneo». «So che darò un dispiacere a qualcuno, che sperava che io uscissi di scena, ma ribadisco con forza che non vado a Roma, resto a Pavia e vincerò le elezioni comunali del 25 maggio» «In questi anni abbiamo sempre lavorato per Pavia - ha sottolineato ancora Cattaneo - ottenendo risultati che sono sotto gli occhi di tutti: l'avvio del Polo Tecnologico, i lavori di rifacimento di importanti piazze e strade della città, l'organizzazione di mostre che hanno fatto registrare un record di visitatori». La lista civica, ieri, ha visto confrontarsi a Santa Maria Gualtieri Andrea Cantoni, Vincenzo Riganti, Alessandro Cantoni, Elisabetta Fedegari, Angelo Rinaldi e Chiara Pelizza. Simbolo è il profilo del Duomo. I programmi, preparati da 5 commissioni, saranno illustrati in seguito. di Fabrizio Merli w PAVIA Il sindaco Cattaneo lo aveva chiesto, la Corte dei conti gli ha risposto. Il quesito riguardava i rimborsi "forfettari" che il Consiglio di amministrazione di Asm si autoassegnò nell'ottobre 2011: 2500 euro mensili per il presidente, Gianpaolo Chirichelli, 2mila per il vice, Graziano Leonardelli, 1500 per ciascuno dei tre consiglieri (all'epoca, Matteo Mitsiopoulos, Luca Filippi e Alberto Artuso) e 1500 al direttore generale, Claudio Tedesi. Secondo la Corte, che ha risposto al sindaco circa due settimane fa, i 2500 euro mensili a titolo forfettario sarebbero da considerare «emolumento accessorio» del presidente. Che significa? Che la somma annua derivante, 30mila euro, va sommata al compenso annuo del presidente, di 35.789 euro. La finanziaria 2006, tuttavia, aveva stabilito che il compenso annuo del presidente della partecipata non possa superare l'80 per cento del compenso annuo del sindaco. Cattaneo, nel 2012, ha percepito 56.809 euro; Chirichelli, con questo criterio, 65.789. L'applicazione "aritmetica" di questa interpretazione porterebbe a concludere che il solo presidente abbia "sforato" di almeno 60mila euro. «La Corte dei conti – dice Alessandro Cattaneo – spiega che nessuno può superare l'80 per cento dell'indennità riconosciuta al sindaco. Io ho girato questo parere ad Asm e so che loro stanno completando le loro verifiche. Le spese vere si devono sottrarre, ci sarà una rendicontazione e se qualcuno avrà sforato, dovrà restituire i soldi. Al momento, non ho elementi per dire che qualcuno sia andato oltre la somma che gli spettava». Considerato che l'annuncio della richiesta di un parere alla Corte dei conti fu dato in un Consiglio comunale dei primi di dicembre 2013, perchè il sindaco n on ha reso nota la risposta della Corte dei conti allo stesso Consiglio? «Perchè a dicembre – conclude Cattaneo – diedi quell'informazione a fronte di una richiesta specifica. Mentre nelle ultime sedute, non mi è stato più chiesto nulla». Gianpaolo Chirichelli, invece, sostiene che la relazione attesa da Cattaneo è già stata spedita. La firmano tre funzionari e vi si dice che tutto è in regola. Anzi, che il sistema precedentemente adottato da Asm Pavia ha fatto risparmiare i cittadini. «Nella relazione – anticipa Chirichelli – c'è scritto: "la spesa che ne è conseguita (alle richieste di rimborsi del presidente ndr) risulta conforme al dettato della Corte dei conti della Lombardia, con una minore spesa per Asm di 17.627 euro». L'unico consigliere per cui si registra uno sforamento – sempre in base a tale relazione – sarebbe Luca Filippi; ma si parla di una somma di 180 euro lordi che sono stati decurtati dal compenso mensile. «Nel 2011 – prosegue Chirichelli – a fronte di un tetto di spesa per legge di 167.108 euro, il Cda è costato 80.266; nel 2012 il tetto era di 164.367 euro e il Cda ebbe 137.108 euro; nel 2013 era di 157.219 euro a fronte di 122.952 euro». Tutto in regola quindi. «Perchè – conclude Chirichelli – i 2500 euro mensili erano un "tetto", ma occorre tenere conto di quanto realmente rimborsato».