Boxe, rivincita Acatullo per il sogno tricolore

VOGHERA Il superleggero vogherese Francesco Acatullo batte ai punti Luca Maccaroni al Palaraschi di Parma e prosegue la corsa verso il match per il titolo italiano. Maccaroni era stato l'unico a battere il pugile di Codevilla da quando è passato professionista e per questo era considerato un concorrente diretto per la sfida tricolore, ma dopo questa vittoria Francesco può cominciare a guardare avanti con serenità. «Ho parlato con Loreni, il mio manager – spiega Acatullo – era soddisfatto e mi ha detto che si può cominciare a studiare come arrivare all'incontro tricolore, anche se prima dovrò combattere ancora una o due volte». Tutto il clan di Acatullo è soddisfatto: «Francesco è stato attento a non cadere nella trappola del corpo a corpo, ha boxato con eleganza senza prendere colpi – spiega il maestro Luciano Bernini –. L'unico momento difficile è stata la ferita allo zigomo destro, ma è stato bravo a non farsi prendere la mano ed a continuare a boxare fino alla fine». Francesco ha disputato le prime due riprese seguendo il piano studiato con Bernini: scappare e mettere dentro colpi puliti e ficcanti. «Mi sono tolto una bella soddisfazione, è una vittoria che vale doppio – spiega il 26enne vogherese – quella sconfitta fu dovuta ad un colpo che presi a freddo. Cose che possono capitare. Dopo quella battuta d'arresto non mi sono fermato, sono cresciuto e l'ho dimostrato». All'angolo con Bernini anche l'ex campione del mondo dei massimi leggeri, Giacobbe Fragomeni. «Nelle prime due riprese ho dato fondo alla tecnica – sottolinea Acatullo – ho colpito Maccaroni con jab, montanti, ganci e diretti. Scivolamenti e colpi. Nella terza ripresa il mio avversario mi ha ferito in modo scorretto con la spalla sotto l'occhio destro. Bernini è stato bravo a chiudermi il taglio e negli ultimi tre round ho annichilito Maccaroni, colpendo in scioltezza e velocità». Le dediche: «Al maestro Bernini, a Giovanni Parisi ed a mia nonna Anna che da lassù ha un occhio per me. Al fisioterapista Giovanni Cremonte, che il giorno prima del match mi ha sciolto i muscoli, e al mio grande amico Federico Nicolaci». (m. sc.)