«Insieme per Pavia» punta su Walter Veltri

di Linda Lucini wPAVIA Comincia con la polemica la presentazione del candidato di «Insieme per Pavia». Così invece di puntare i riflettori su Walter Veltri i sostenitori invitano a porre l'attenzione sul mancato candidato Marco Bonacossa che, fino a martedì, era il giovane di punta della prevista alleanza con Sel, Rifondazione e Comunisti italiani. L'intesa però è saltata: Bonacossa, 26 anni, direttore del giornale universitario Jaromil, su facebook ha scritto che Niccolò Fraschini ha dettò sì delle frasi pesanti, infelici e condannabili in toto sull'ex ministro Cecil Kyenge e sul presidente della Camera Laura Boldrini, ma che non si trattava di razzismo. «Su queste parole si è rotta un'intesa di coalizione», polemizza Giovanni Giovannetti al fianco di Bonacossa. Come sarebbe andata lo spiega Stefania Vilardo: «Da mesi lavoriamo per costruire una coalizione per dare un futuro alle battaglie fatte fino ad oggi. Abbiamo partecipato a tutte le riunioni de «La piazza e il ponte» e abbiamo condiviso il loro programma. Ci siamo confrontati con Sel, Rifondazione, Comunisti italiani e anche con M5s. I grillini, dopo una serie di incontri, sembravano si fossero decisi, ma poi un diktat da un'organizzazione che loro chiamavano staff ha posto come condizione che il candidato sindaco doveva essere il loro. Lì è caduto il primo birillo. Il secondo è caduto con la decisione de «La piazza e il ponte» di non presentasi visto che non c'erano più le condizioni per una grande coalizione. Noi chiedevamo al Pd che le persone che hanno contribuito a cementificare questa città si facessero da parte, così non è stato e allora abbiamo iniziato riunioni serrate con Sel, Prc e Comunisti italiani cercando un candidato trasversale e nuovo trovandolo in Bonacossa. Poi è stato presa a pretesto una dichiarazione di Marco per rimettere tutto in discussione e non si è più riusciti a trovare un accordo». A llora «Insieme per Pavia» che aveva rinunciato a candidare Walter Veltri per amor di coalizione, a questo punto è tornata sui suo passi. Walter Veltri, 68 anni, due figli e da poco nonno è consigliere comunale uscente e si propone come sindaco a stipendio ridotto: «Ridurrò anche gli assessori a un massimo di 7 e tutti con compensi bassi in modo da risparmiare a favore di un fondo per le famiglie bisognose. Vogliamo una città più pulita e più accogliente, lontana dal malaffare e dalla 'ndrangheta. Per farlo abbiamo scelto una strada che ci ha portato ad atti gravi: a me hanno bruciato l'auto, a Giovannetti i locali, Maurici si è ritrovato le croci sulla porta dello studio. Per prima cosa vogliamo buttare nel cestino il Pgt che renderà il centro irriconoscibile, vogliamo servizi nelle aree dismesse. E poi un censimento delle case vuote: ora sono 12mila e, pur tenendo conto che in molte ci sono studenti e domiciliati, sono comunque troppe di fronte ai tanti che casa non ce l'hanno. Vogliamo il vigile di quartiere come presidio contro i furti, vogliamo una città a misura di bici e non inquinata, senza liste di attesa per i nidi, vogliamo periferie non abbandonate al degrado e una città senza criminalità organizzata, una città che dialoghi con università e San Matteo e che pensi ai giovani e a dare loro opportunità». Paolo Ferloni di Italia nostra aggiunge: «In questi 5 anni di amministrazione Cattaneo abbiamo impedito che si costruissero villette e palazzi sulla Vernavola, abbiamo firmato gli esposti su Punta est e su Green Campus, siamo intervenuti su Asm. Ora presentiamo una persona competente e pulita».