Esame falsificato, patteggia 2 mesi
PAVIA In base al certificato presentato all'ufficio mobilità studenti dell'Università, quell'esame, sostenuto dallo studente mentre era in Erasmus a Granada, era stato superato. Ma, secondo l'accusa, non era vero: la carta intestata non era quella del dipartimento di "Quimica Farmaceutica" ed era stata anche falsificata la firma del docente e il timbro. Per questa vicenda, l'Università di Pavia aveva avviato verifiche e un procedimento disciplinare, ma Andrea Iavarone, studente di 27 anni, ha dovuto anche presentarsi davanti al giudice. Nei suoi confronti era stato messo un decreto di condanna, per l'accusa di falso, al pagamento di una multa di 10mila euro (250 euro per ciascuno dei 40 giorni di reclusione che erano stati decisi). Il ragazzo aveva fatto opposizione e alla fine ha patteggiato due mesi, con la sospensione della pena. «Una leggerezza», secondo la difesa. Va detto anche che il patteggiamento non implica un riconoscimento di responsabilità (non è cioè un verdetto di colpevolezza) anche se la procura di Pavia non ha avuto alcun dubbio sulla irregolarità e falsità del documento presentato dallo studente. La stessa Università di Pavia, che si era vista recapitare un primo certificato (con l'esame superato) e poi un certificato complessivo con tutte le prove affrontate dal ragazzo a Granada (dove invece l'esame era stato fatto solo in parte e anche con esito negativo), aveva deciso di avviare accertamenti, chiedendo spiegazioni alla stessa università spagnola. Che, con una lettera scritta, aveva confermato solo il secondo documento. (m. fio.)