Stupore e gioia incontenibile «Allo scarlo ridevo e piangevo»

IVREA «Seduta sul cocchio dorato, passare fra la gente che ti acclama, sentirti chiamare per nome da persone che non conosci. Ti percorrono fremiti di stupore uniti ad incontenibile gioia che solo chi ama il Carnevale ha il privilegio di provare». E ancora: «Lo scarlo è da sempre il momento del Carnevale che più ha suscitato in me grande e mozione. Quando, da protagonista, ho alzato la sciabola al cielo, un'enorme senso di fierezza e libertà ha percorso il mio intero corpo. In quel frammento di tempo, lo scarlo bruciava ed io rivivevo i bei momenti del "mio Carnevale" e la mia incontenibile gioia si manifestava in un alternarsi di pianto e sorriso». Così, Antonella Ariano Perino ha scritto nelle pagine del suo album di Mugnaia 2004, sotto le fotografie che la ritraggono, rispettivamente, sul carro dorato, le braccia spalancate ad abbracciare idealmente quanti stanno applaudendo in lei l'eroina Violetta e, il martedì sera, la spada sguainata, mentre le fiamme lambiscono la bandierina sullo scarlo. Due pensieri per sintetizzare quella ridda di emozioni che anche un profano può immaginare possa pervadere una donna che, per tre giorni diventa la regina della città. Una regina acclamata e amata che entra così, per sempre, con la grazia del suo sorriso, nella storia e nella tradizione eporediese. Una responsabilità non da poco per un'emozione, in cambio, che è privilegio di poche e che dura per tutta la vita. Sfoglia lentamente le pagine dell'album, Antonella, e le immagini sfilano, una dietro l'altra, apparentemente uguali, per un profano, a quelle di altri Carnevali, e così uniche per lei che non solo le gusta ogni volta con gli occhi, ma le vive una ad una con il cuore, in un susseguirsi di emozioni. E dieci anni sono un soffio perché ogni momento è lì, senza tempo, con le stesse emozioni ripensate più volte e capaci di dare le stesse sensazioni. «È stata un'esperienza meravigliosa – conferma a dieci anni di distanza –. A partire da quando ho saputo che sarei stata Mugnaia e l'ho tenuto nascosto a tutti quelli che mi circondavano, cercando però di indovinare se avessero qualche sospetto o avessero intuito qualcosa. E poi, il piacere di condividere la festa con un Generale come Maurizio Leggero, competente, attento, beneducato. È anche grazie a lui se i ricordi che serbo di quei giorni sono tutti positivi». In effetti, Antonella e Maurizio sono stati una coppia di protagonisti assolutamente ben assortita, belli ed eleganti, come confermano le foto che li ritraggono insieme sullo sfondo di un'Ivrea imbandierata a festa o durante le varie cerimonie che scandiscono il tempo di Carnevale. «L'aspetto del mio essere stata Mugnaia che più mi ha colpito – tiene a sottolineare Antonella - riguarda la gente, il rapporto che si crea con gli altri, con chi ti chiama e ti applaude, per strada. È per quelle persone che riconoscono nell'interprete il simbolo di una tradizione condivisa, che si cerca in tutti i modi di essere all'altezza della situazione, di trasmettere che anche loro per te sono un elemento imprescindibile di quanto si sta celebrando con il Carnevale. Sono profondamente convinta, infatti, che la gente, con il suo calore e il suo partecipare, sia protagonista della scena carnevalesca al pari degli stessi personaggi». Una giovane signora ha preso oggi il posto della ragazza di allora, ma il sorriso di Antonella non è mutato con il trascorrere del tempo. Un sorriso identico a quello di Antonella/Violetta, come si può cogliere mentre posa per una fotografia accanto a un poster di quando fu Mugnaia, appeso alla parete dell'ufficio che condivide con il marito Roberto, in quella che fu la dependance di villa Perino. Il suo presente è oggi fatto della sua famiglia, il marito e i tre figli Isabella, Luca e Gabriel, rispettivamente di 17, 21 e 19 anni, anch'essi, come la mamma, appassionati aranceri, attorno ai quali ruota il suo universo di affetti. Continua il piacere, rinnovato ogni anno, di prendere parte, a tutto tondo, al Carnevale, con la gioia di vivere il Carnevale in ogni modo, anche salendo a cavallo nel Battaglione Reggimento Provinciale d'Ivrea 1796, gruppo storico di cui è anche tesoriere e al proprio debutto in questa edizione, impreziosito certamente dalla sua gentile e garbata presenza. Franco Farnè ©RIPRODUZIONE RISERVATA