I 20 anni del Circolo Stato Maggiore

IVREA. Nel novembre 2013 è stato rinnovato il consiglio direttivo del Circolo Ufficiali. Presidente è Franco Sabolo (foto); vice è Dario Vallino. I conti del Circolo sono tenuti sotto controllo da Marco Actis Perino, revisori dei conti Piero Groia e Alessandro Rosotto. La segreteria è affidata ad Alessandra Fornero, mentre il responsabile della sede di via Campo Sportivo 2 è Luca Boerio. A completare il quadro del direttivo ci sono i consiglieri: Giorgio Brunetto, Adriano Leggero, Riccardo Paglia e Valter Tenca. Proprio l'assemblea ha stabilito le quote d'iscrizione per l'anno 2014. Per i soci ordinari (coloro che hanno indossato almeno una volta la divisa dello Stato Maggiore e per la figura del Sostituto del Gran Cancelliere) la quota è fissata a 80 euro annui, mentre la quota dei soci sostenitori è di 30 euro. Soci onorari: Gianni Celleghin, Miriam Meli, Renzo Sabolo, Gianmaria Soudaz, Dante Volpe e Anna Maria Zanelli Spiller. (sa.pa.) IVREA In questa edizione 2014 il Circolo Ufficiali dello Stato Maggiore di Ivrea festeggia il suo ventennale. Tanto tempo è passato da quando, il 6 gennaio del 1995, veniva inaugurata la prima sede e Miriam Meli e Renzo Sabolo, rispettivamente Mugnaia e Generale 1994, diventavano padrino e madrina del Circolo. Il primo presidente fu Mario Garda. A distanza di vent'anni il Circolo Ufficiali, che fornisce una sede allo Stato Maggiore e la mantiene attiva per tutto l'anno, è diventato una "grande famiglia" con 90 soci tra sostenitori e ordinari. «L'idea del Circolo Ufficiali - spiega l'Aiutante di campo allo Stato Maggiore Davide Sabolo - nacque per dare continuità allo Stato Maggiore anche oltre le giornate tradizionali del Carnevale». Le funzioni associative del Circolo sono diverse. Oltre all'organizzazione dei momenti conviviali e di aggregazione durante tutto l'anno, grazie all'opera volontaria dei soci è stato possibile contribuire al restauro del cocchio della Mugnaia. Ma, in collaborazione con l'Accademia, si organizzano anche incontri culturali volti a promuovere la conoscenza e le storie del gruppo napoleonico. Lo scorso anno, tre le serate, due delle quali sulla figura dell'Aiutante di campo e l'altra sulla disciplina normativa che lo stesso deve seguire e rispettare nel momento in cui indossa la divisa. Novità assoluta degli ultimi anni è l'Accademia. «L'Accademia - dice Paolo Diane Aiutante al Generale - ha lo scopo di fornire degli strumenti adeguati agli ufficiali che si avvicinano per la prima volta alla divisa». Il programma accademico prevede due tipi di addestramento: quello formale e quello equestre. Durante l'addestramento formale si simulano i movimenti delle svariate cerimonie alle quali prende parte lo Stato Maggiore; l'addestramento equestre si svolge a ridosso dei giorni della manifestazione ed è finalizzato alla valutazione dell'effettiva capacità di ufficiali e vivandiere nel cavalcare. Sempre grazie all'Accademia nasce l'iniziativa ideata da Davide Sabolo nel 2011 "Ufficiale per un giorno", che continua a riscuotere un grande successo a tal punto da portare ogni anno l'arruolamento di nuove prime nomine. «Il progetto Accademia - spiega l'attuale presidente del Circolo Ufficiali Franco Sabolo - nasce all'interno di un altro progetto, quello del Force Maior. Proprio a questo proposito, nel 2009, è stato rivisto lo statuto dello Stato Maggiore e revisionate le cosiddette note di regia (dove vengono descritti singolarmente e nei minimi dettagli i movimenti e gli attimi di ciascuna cerimonia ndr) per renderle più attuali. Sviluppato anche un documento con norme di comportamento disciplinare ed abbiamo registrato il logo dello Stato Maggiore, che è stato utilizzato in seguito anche per i bottoni delle divise. Il tutto è entrato in vigore con il generalato di Alberto Alma, nel 2010». Lo scopo principale del lavoro del Circolo e dell'Accademia stessa, è la salvaguardia della storia del Carnevale e dei suoi valori. «Ci tengo a sottolineare - dichiara Diane - che se oggi il nostro gruppo può godere di questo prestigio, lo deve anche e soprattutto ai personaggi che ci hanno preceduto e che hanno sempre creduto nella stroria di questa divisa». Sara Pavan