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LA POLeMICA La solidarietà e le parole nQuasi ogni settimana c'è una "Giornata Pro" e apprendo dalla Provincia Pavese che il 1° marzo si terrà l'ennesima Giornata sui diritti dei migranti, intitolata "24 ore senza di Noi". Il portavoce del Movimento civico "La piazza" vuole dare visibilità ai circa 8.000 cittadini stranieri residenti a Pavia. E cosa suggerisce? La nomina di un consigliere in Comune per rappresentare gli stranieri di Pavia e poi la "cittadinanza onoraria" ai bambini di genitori stranieri ivi residenti. Vedo che anche a Pavia proliferano le "anime belle", quelle che non dormono la notte per architettare iniziative a favore dei "non-italiani" (e questo sarebbe anche positivo!). Ma poi, in concreto, nei fatti danno la sensazione di vivere in una terra diversa da quella Pavese. Perché i cittadini pavesi non-italiani devono avere automaticamente un consigliere? E' sufficiente che, attraverso le associazioni che rappresentano i non-italiani, impegnino i candidati-sindaco attraverso il loro programma elettorale. E la "cittadinanza onoraria", al pari della moda del Consiglio comunale dei ragazzi, sono solo operazioni folcloristiche. Meglio sarebbe dare agli insegnanti il supporto necessario per svolgere all'interno delle scuole il giusto processo di integrazione (o, pardon, di inclusione sociale!). Un piccolo consiglio al Movimento civico "La piazza". Sullo stesso giornale (giovedì 27) c'era una pagina intera sul volontariato pavese (cattolico e non) che si rimbocca le maniche e ogni giorno, invece di fare proclami e auspici vari, cerca di mettere insieme il pranzo con la cena (e magari un letto e le cure mediche) a favore di centinaia di poveri, italiani e non-italiani. Su su, anche voi del movimento "La piazza" fate i turni per aiutare gli altri concretamente, neh? I bla bla non risolvono mai i problemi dei (più) poveri. don Francesco Cervio parroco di Albonese broni-mortara / 1 La croce e delizia di Melazzini & C. nContestato a proposito delle sue straordinarie conclusione sulla solita autostrada, l'assessore Del Tenno lascia elegantemente il passo al collega Melazzini, che qualche debito al riguardo ce l'ha e dunque veda di sbrigarsela lui. E l'assessore Melazzini, nella lettera pubblicata martedì 25, se la gioca confinando il problema autostrada in poche righe - peraltro fondamentali - per impartirmi invece una solenne lavata di capo a proposito dell'impegno suo e dei suoi colleghi a favore di Pavia e del suo territorio. Come artificio retorico non fa una piega, ma se l'assessore ritiene che la Regione abbia assolto i propri doveri nei confronti della viabilità pavese con il "sopralluogo in Oltrepo" da lui effettuato due settimane fa, "insieme all'assessore Bordonali, per verificare i danni causati dai recenti eventi meteorologici", passando subito dopo a parlare dell'autostrada (che è quel che, evidentemente, più gli preme) ebbene, il gioco risulta sin troppo scoperto! Dopodichè vien buona anche la reprimenda al decrepito professore. Perché - sottolinea Melazzini - "per il bene dell'intera comunità" sarebbe opportuno "evitare di pontificare" e invece "affrontare temi importanti per lo sviluppo e la crescita del territorio, come la Broni-Mortara con la responsabilità e la serietà che meritano". Mi chiedo, a questo punto, chi stia pontificando. L'assessore Melazzini ritiene che il tema sia stato affrontato sin qui irresponsabilmente e poco seriamente? Ha letto la relativa, amplissima documentazione? A me pare che sia poco serio e altrettanto poco responsabile chi continua, senza tenerne conto, a difendere un'operazione dichiarata da tante , diverse parti e "istanze" economiche, sociali, politiche, indifendibili, che ridonderebbe a danno - e grave - del nostro territorio. A denti stretti, Del Tenno ha dovuto ammettere, evidentemente a malincuore, che se "il territorio" non la vuole proprio, quella meravigliosa autostrada, non la si farà. Melazzini, più battagliero, ancora si affanna a proclamare che si tratta di un'opera "importante per lo sviluppo e la crescita del territorio". Ma come lo conosco bene, anche lui, questo famoso territorio! Giulio Guderzo broni-Mortara / 2 Un folle progetto che trascura la Becca nMartedì 24 ho letto la lettera dell'assessore regionale Melazzini che ricordava l'interesse della Regione Lombardia per la provincia di Pavia. Tipica lettera di un politico: tante parole, offese a chi la pensa diversamente (il prof. Guderzo, illustre docente della nostra Università, secondo Melazzini "pontifica"), nessun cenno a uno dei problemi più gravi della nostra provincia, quello dei ponti sul Po. Abbiamo ben tre ponti in situazione critica e per uno, quello della Becca, i problemi durano da anni! Mi sembra di ricordare che in passato la Regione Lombardia aveva definito il problema del ponte della Becca "non prioritario". Spero la Regione si sia ricreduta su questa incredibile affermazione. E' un vero scandalo che finora non si sia fatto nulla per risolvere in modo definitivo questo problema; vi sono stati solo interventi tampone che costano parecchio al contribuente e che non portano a soluzioni significative. Si era parlato di costruire un nuovo ponte e di utilizzare l'attuale, monumento storico, per pedoni e biciclette. Poi non si è saputo più nulla. E' vero che siamo in un periodo di vacche magre, ma bisognerebbe darsi delle priorità. Si potrebbero utilizzare i fondi stanziati per la Broni-Mortara, opera di dubbia utilità e devastante per il territorio, per risolvere in via definitiva il problema del ponte della Becca. Sarebbe veramente folle se si costruisse la Broni-Mortara, avendo il ponte della Becca ancora nelle condizioni attuali! Vittoria Cinquini PAVIA I tigli salvati di viale Golgi nIn queste ultime due settimane il Comune ha avviato la potatura dei tigli di viale Golgi. Il 24 febbraio sono stati potati i due grossi tigli presenti davanti ai civici 33 e 35. Voglio ringraziare a questo proposito le cittadine e i cittadini che hanno scongiurato l'abbattimento dei due alberi citati, disposto dal Comune all'inizio del mese di luglio 2013, partecipando a un presidio in loco la mattina in cui era previsto l'abbattimento. In modo deciso ma pacifico ed educato è stato così evitato l'ennesimo scempio del verde pubblico. I due alberi condannati a morte a luglio scorso, a dire del Comune "per mancanza di soldi per effettuare le potature", sono ancora lì per fortuna e ci faranno ombra anche durante la prossima estate. Evidentemente, i soldi per potarli sono stati trovati (magia?) Giuliano Ruffinazzi consigliere comunale Pd Pavia sanità Il nostro grazie alla Maugeri nPoche righe per esprimere un sincero grazie, dal cuore e con il cuore, all'Unità operativa di Cure palliative e Terapia del dolore della Fondazione Maugeri per il trattamento encomiabile riservato a Luisa, nell'accompagnarla lungo i giorni e i mesi verso la sua fine. Grazie al dottor Miotti e all'intera équipe medica, alla caposala Signora Casarini con tutto il gruppo infermieristico e alla psicologa dottoressa Padovani per l'attenzione nel garantire le migliori cure mediche, assistenziali e psicologiche, per la dedicazione assoluta al dolore dell'altro, che è fatto tutto umano, prima ancora che professionale. Grazie per aver consentito a Luisa di avere i suoi affetti sempre accanto, per non aver risparmiato le parole ma rispettando i silenzi, per averla accompagnata quasi per mano e averla fatta sentire quasi a casa. Grazie perché in un'esperienza drammatica di dolore conforta sapere che tutto è stato fatto, e per il meglio, tanto sul piano fisico quanto su quello emotivo. Grazie, dal cuore e con il cuore, per Luisa e per la passione nel rinnovare ogni giorno il gesto buono del prendersi cura di chi arriva alla sua fine con fatica, ma non da solo. famiglie Negri e Casiroli ECONOMIA Solo con il lavoro possiamo ripartire nPasseggiando per Pavia ho ascoltato due signore che parlavano fra di loro e ho colto una frase a dir poco inquientante. Una ha detto: «Sosa posso fare? Mi faccio incarcerare così mi mantiene lo Stato?» Purtroppo siamo arrivati al paradosso. Ne abbiamo una conferma indiretta sulla Provincia Pavese, dove leggiamo di tanti furti irrisori, fatti da chi lo fa per fame. La crisi in Italia l'ha portata l'euro: è stato aumentato tutto del doppio tranne lo stipendio e la pensione, facendoci vivere con la metà degli introiti. Falliscono tutte le fabbriche e i negozi perchè non si spende più. Se noi potessimo spendere compreremmo di più, e agli imprenditori non gliene importerebbe niente se lo Stato aumenta le tasse. Renzi deve aiutare le ditte in difficoltà per non fare licenziare gli operai più che per creare altri posti di lavoro, a meno che gli operai vengano mandati in pensione e sostituiti. Aumentare gli stipendi e le pensioni per fare spendere noi, che siamo l'economia italiana. Saverio Commodaro