L'urna di don Bosco accolta dall'applauso di 600 bambini
di Linda Lucini wPAVIA «Don Bosco, ti vogliamo bene». Francesco, 5 anni, lo dice al microfono e in un lampo gli fa eco la folla di 600 bambini riuniti insieme a genitori e insegnanti nel cortile dell'istituto Maria Ausiliatrice di via Ludovico il Moro. L'urna del santo è appena stata calata dal furgone accolta da applausi e da un entusiamo che pare aver contagiato tutti, dai piccoli alle suore. Si sventolano bandierine e cartelli con scritto «Don Bosco è qui». «Ragazzi siete un grande tesoro», recita la preghiera che viene letta prima degli interventi di tre giovani allieve che si prendono l'impegno di «fare qualcosa di grande come ha fatto il santo», che chiedono a Giovanni Bosco di «credere nelle loro capacità» e raccontano che «in questa scuola ci sentiamo liberi di esprimerci come in una grande famiglia». Tra la gente che riempie il cortile è un gran scattare di macchine fotografiche, di applausi e di canti festosi per l'urna in plexiglass con la statua del sacerdote-educatore (570 chili di peso) e la vera mano del santo. La festa è breve: in meno di mezz'ora l'urna parte alla volta del Duomo. Entra in cattedrale da via Omodeo, mentre una trentina di sacerdoti in veste bianca in ordinata fila precedono l'ingresso del vescovo in Duomo. E' la sua prima apparizione pubblica dopo il ricovero in ospedale. E' provato, ma dal pulpito ricorda l'amicizia che legava don Bosco al cardinale di Pavia Agostino Riboldi: «Cè un disegno dello spirito se l'urna è passata dalla nostra città. A San Giovanni Bosco dobbiamo gratitudine per il dono spirituale e per la sua capacità di educare ad essere cittadini e cristiani. Il passaggio dell'urna è anche un impegno affinchè ognuno di noi abbia cura dell'educazione dei giovani e il fatto che siano presenti le autorità mi induce a una preghiera in tal senso». Il sindaco Alessandro Cattaneo con la fascia tricolore e alcuni consiglieri comunali ascoltano in prima fila. Dietro le crocerossine in divisa ufficiale e tanti fedeli ad assistere alla messa celebrata da monsignor Adriano Migliavacca che sottolinea come il pensiero di don Bosco «sia diventato per la nostra comunità punto di riferimento» e a testimonianza di ciò aggiunge: «I sacerdoti delle nostre parrocchie si sono apertamente ispirati a don Bosco, come don Enzo Boschetti e don Leo Cerabolini che espressamente attribuivano a San Giovanni Bosco uno dei motivi forti della loro vita spirituale». Al termine della celebrazione monsignor Migliavacca interviene dal pulpito per dire: «Vorrei che tutti noi gli facessimo gli auguri di una pronta guarigione al vescovo e anche di compleanno, visto che tra poco compirà gli anni». Un applauso sentito risponde all'invito e strappa al vescovo un sorriso. Poi, mentre i fedeli cantano «Don Bosco ritorna tra i giovani ancora», tutti si spostano nella navata laterale del Duomo per recitare la preghiera dedicata al fondatore dei salesiani. L'urna è stata aesposta in Duomo per tutto il giorno fino alle 22 quando si è svolta la fiaccolata al santuario di Santa Maria delle Grazie. L'urna lascerà Pavia sabato mattina, diretta in Lituania.