La Juve a Trebisonda per blindare il pass dell'Europa League

TORINO Nella serata che alle 19 vede Napoli (in casa con lo Swansea, si parte dallo 0-0) e Lazio (già battuta 1-0 all'Olimpico) in casa dei bulgari del Ludogorets, la Juventus va in Turchia sì, ma per cancellare dalla mente Istanbul. E parlare «di calcio giocato» quasi tre mesi dopo il match con il Galatasaray, quando trovò la più inattesa delle eliminazioni. Contro il Trabzonspor, alle 21.05, i bianconeri partono dal 2-0. Conte intende fare ricorso «a tutta la rosa», puntando su un duplice obiettivo: raggiungere la qualificazione agli ottavi di Europa League bruciando il minor numero possibile di energie. «Partiamo dal 2-0 dell'andata ma cercheremo di fare la partita - ha detto -, consapevoli di quanto valga un gol fuori casa». Conte non potrà contare su Asamoah, rimasto a Torino per un risentimento muscolare alla coscia. Il giocatore è a rischio per la partita contro il Milan. È stato invece convocato Chiellini, anche se è da escludere un suo impiego. Conte affiderà il reparto difensivo al trio Caceres-Bonucci-Ogbonna, a centrocampo accanto a Vidal e Marchisio previsti Ilsa, Peluso e Padoin. In attacco, spazio alla coppia Osvaldo-Giovinco, con Llorente e Tevez in panchina, così come Pirlo, Lichtsteiner e Pogba. «Dobbiamo centellinare le forze sapendo che d'ora in avanti ci aspetta fino alla fine della stagione una partita ogni tre-quattro giorni. Ma affrontiamo con entusiasmo questa competizione» ha detto Conte. Che vuole far dimenticare ai suoi giocatori la delusione di Istanbul. «In Europa non ci si inventa da un giorno all'altro. E non dimentichiamoci che il nostro percorso europeo è cominciato solo l'anno scorso, quando siamo stati eliminati ai quarti dalla squadra che ha poi meritatamente vinto il trofeo. ma se in Italia siamo protagonisti, in Europa ci vuole ancora pazienza per arrivare alla pari di squadre come Bayern o Real». Quanto alle polemiche seguite al derby e al rigore non assegnato al Torino, Conte ha tagliato corto: «Preferisco parlare di calcio giocato. Anch'io lo scorso anno dopo la partita col Genoa me la presi con l'arbitro. Poi mi sono pentito di avere avuto quello sfogo. Nei giorni successivi mi sono scusato e ho cambiato totalmente atteggiamento, ripromettendomi che non avrei più commentato l'operato degli arbitri. Per me quelli italiani restano i migliori al mondo». Lo stesso atteggiamento avuto da Gigi Buffon, che rispondendo a una domanda riguardante gli striscioni ha detto: «Lasciamo stare in pace i morti».