Via Orellana, i grillini pavesi si spaccano
di Marianna Bruschi wPAVIA Espulso. E' la sentenza di 29.883 elettori Cinque Stelle sui 43.368 che hanno partecipato alla votazione on line. Ma Orellana dal Senato ha anche annunciato di volersi dimettere una mezz'ora prima dello stop al voto. Una conclusione che divide i grillini pavesi. E tra le prime conseguenze c'è una ricaduta dell'affaire Orellana sulle prossime elezioni comunali a Pavia. Il caso pavese è scoppiato dopo l'assemblea provinciale del 7 febbraio. Da cui è uscita una mozione definita «illegittima» da 16 militanti, tra i quali anche alcuni dei fondatori del Meet Up di Pavia. Reazioni a livello provinciale dopo questa forte presa di posizione? «A livello provinciale non c'è stata alcuna risposta pubblica alle domande poste dalla nostra lettera – spiega Anna Venturini tra i 16 firmatari – Nessuno è entrato nel merito della procedura. Sul Meetup di Pavia è comparso un intervento che proponeva una tempestiva raccolta di firme a supporto della mozione di sfiducia e che confermava così l'assenza di votazione. In un post di Facebook, si parla di noi come di persone che non hanno avuto il coraggio di "esprimere le proprie opinioni nelle sedi preposte al dibattito". Durante l'assemblea provinciale del 7 febbraio, nessuno di noi è intervenuto in quanto discussione e votazione di una mozione provinciale di dissociazione non erano oggetto di dibattito. In quella sede – aggiunge Venturini che ieri su Facebook ha espresso la sua solidarietà a Orellana – una mozione di sfiducia era stata presentata esclusivamente dal gruppo di Voghera e ritirata alla fine dell'assemblea». Poco presenti sul territorio e critici nei confronti di Grillo, le accuse ai dissidenti. Ieri prima delle 19, orario di chiusura della votazione on line, Orellana ha annunciato a SkyTg24 di volersi dimettere da senatore. «Il simbolo è di Grillo, lui ci tiene a queste cose e allora – ha detto – La decisione è presa e rimane questa, l'amarezza è troppa». Alle accuse di Grillo «Si terranno tutto lo stipendio, 20.000 euro al mese fanno comodo, capisco anche quello», Orellana ha risposto: «Grillo è un bugiardo. Non guadagno 20 mila euro al mese». Reazioni pavesi all'espulsione? Cesare Del Frate, che dopo la sfiducia del territorio si è dimesso da collaboratore di Orellana, ha preferito non commentare. Iolanda Nanni, consigliere regionale, ha votato sì all'espulsione. «Un voto doloroso – ha scritto su Facebbok – Ma da molti mesi a questa parte, la situazione è andata peggiorando». Ancora prima dell'espulsione Pavia ha raccolto il frutto acerbo del caos romano. «La nostra posizione è chiara – dice Anna Venturini – Senza aspettare l'espulsione, una volta venute a conoscenza della pubblicazione del comunicato provinciale di dissociazione, io, Valentina Ardenghi ed Emanuela Belloni abbiamo immediatamente chiesto che i nostri nomi venissero rimossi dalla lista dei candidati per le prossime comunali di Pavia». La lista a sostegno del candidato sindaco Giuseppe Polizzi perde quindi a tre mesi dalle elezioni tre componenti. «Hanno preso le distanze dal M5S diPavia, succede – commenta Polizzi – Dei firmatari del comunicato a parte Venturini e Lomartire gli altri non si sono mai fatti vedere dentro al movimento. Su Luis posso dire che ha contribuito a far crescere il M5S quando ancora non aveva questi numeri, ma a lui abbiamo sempre detto che può dire quello che vuole, ma che il confronto va fatto con i gruppi». @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA