Polo calzaturiero nell'ex macello
di Denis Artioli wVIGEVANO Entro fine anno potrebbero partire i lavori di ristrutturazione dell'ex macello di piazza Volta, legati all'avvio del Polo tecnologico per la formazione in ambito calzaturiero. Un progetto che doveva partire un anno fa, ma poi bloccato per una norma di legge che impediva ai Comuni di far parte di fondazioni di scopo per la gestione di immobili. Il sindaco Andrea Sala e i rappresentanti degli altri partner del progetto (Fondazione di Piacenza e Vigevano oltre ad Associazione nazionale calzaturifici italiani) si sono incontrati nuovamente: «Una riunione – dice Sala – che ha rimesso in gioco il Polo calzaturiero. L'ostacolo burocratico è stato rimosso e la gestione dovrà essere portata avanti da una fondazione che include anche il Comune, visto che partecipa mettendo un bene importante come l'ex macello (l'equivalente di circa 3milioni di euro). Abbiamo avuto la conferma che è caduto quel vincolo di legge e il Comune può entrare a pieno titolo nella fondazione». Quindi, dice il sindaco, «si riparte da un anno fa e il Comune assume un ruolo centrale. Quando sarà costituita la fondazione di scopo partirà tutta la parte progettuale che riguarda la ristrutturazione dell'ex macello e cercheremo altri partner, con evidenza pubblica». C'è un'ipotesi di tempistica, rispetto all'avvio dei lavori all'ex macello? «Se tutto va come speriamo – risponde Sala – il cantiere potrebbe anche aprire entro la fine dell'anno. Quindi il Polo calzaturiero dovrà diventare il punto di riferimento e di eccellenza nella formazione di figure professionali di alto livello e nella ricerca, perché noi vogliamo scommettere ancora in questo settore». E' previsto che anche Anci (che domenica inaugurerà la nuova edizione del Micam, la fiera internazionale delle scarpe, nei padiglioni della fiera Milano Rho) investa 2 milioni di euro nel progetto vigevanese, così come la Fondazione di Piacenza e Vigevano che, però, pur essendo partner dell'iniziativa fin dal suo avvio, chiede una serie di garanzie sulle finalità del progetto e sulla ricaduta «che potrà avere su tutta la città, e non su un solo settore, visto che investiamo soldi della collettività», precisa Renzo De Candia, vice-presidente vigevanese del Consiglio di amministrazione della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Un atteggiamento di cautela (evidenziato nell'incontro con l'amministrazione comunale) dettato dalla consapevolezza «che la Fondazione è patrimonio della collettività – sottolinea il vicepresidente –. Il Comune sostiene che i nodi burocratici sono stati sciolti e noi sottoporremo la normativa anche ai nostri legali». La Fondazione di Piacenza e Vigevano, precisa Renzo De Candia «non ha mai cessato di credere nel progetto che, però, purtroppo nel tempo ha manifestato alcune lacune di tipo burocratico che ne avevano impedito l'avvio. Abbiamo già stanziato 2 milioni di euro, ma per finanziare il progetto servono alcune caratteristiche e garanzie, in particolare la pubblica utilità per l'intera collettività vigevanese». ©RIPRODUZIONE RISERVATA