Eredità Mantica, condanne per 4 anni
di Anna Mangiarotti wMORTARA Eredità Mantica: condannati a 3 anni e 1500 euro di multa la nuova beneficiaria universale, Antonella Gardella, –accusata di circonvenzione di incapace e appropriazione indebita - e ad un anno di reclusione il geometra Gianni Bocca, con l'accusa ridotta da ricettazione a favoreggiamento, sospensione condizionale e non menzione della pena. Assolti con formula piena per non aver commesso il fatto il notaio Paolo Sedino e le due testimoni dell'atto: Nadia Amisano e Giovanna Bocca, moglie e figlia di Gianni Bocca. Il giudice Stefano Scati ha letto la sentenza ieri alle 16, in tribunale a Vigevano, dopo un'ora di camera di consiglio. Si è chiuso così il processo in primo grado sull'eredità di Giovanna Mantica – immobili, titoli e contanti per circa due milioni di euro - possidente mortarese morta a 89 anni nel giugno 2010, dopo una grave malattia, quando da tempo era ospite di una casa di riposo. L'agente immobiliare Antonella Gardella, 46 anni, è stata nominata erede universale in un secondo testamento redatto due mesi prima del decesso, diseredando i precedenti beneficiari che hanno quindi impugnato l'atto. Gardella era accusata di circonvenzione di incapace, per aver secondo le accuse approfittato della patologia ( un tumore al cervello) che impediva a Giovanna Mantica di decidere con lucidità. E di appropriazione indebita per aver prelevato dal conto di Mantica, dopo aver ottenuto delle procure, 740mila euro oltre ad aver ottenuto un bonifico da 115mila euro. Accusa di circonvenzione d'incapace anche nei confronti del notaio Paolo Sedino, 71 anni, che ha raccolto il nuovo testamento, Nadia Amisano, 56 anni, e Giovanna Bocca, 31 anni. Gianni Bocca, invece, 64 anni, amministratore condominiale, era accusato di ricettazione per aver custodito in casa per una settimana 250mila euro, parte della somma di denaro prelevata da Gardella. Lo stesso pm Marcello Maresca aveva chiesto l'assoluzione per il notaio Sedino e per Giovanna Bocca. Per Gardella l'accusa aveva chiesto 4 anni di reclusione, tre anni per Gianni Bocca e due anni per Nadia Amisano. La difesa aveva chiesto l'assoluzione anche per Gardella, perché Giovanna Mantica era comunque stata ancora lucida indicando le nuove volontà: avrebbe cambiato testamento sper l'amicizia nata con l'agente immobiliare che da tempo si occupava di lei. Per Bocca, la difesa ha chiesto l'assoluzione perché si sarebbe limitato a consigliare di registrare il testamento da un notaio, e trasformare il denaro in titoli bancari. Non c'erano prove della ricettazione. E la moglie e la figlia avevano assistitito come testimoni alla redazione del testamento bis, senza avere gli strumenti per ipotizzare degli illeciti. Ieri la sentenza: Gardella e Gianni Bocca hanno già annunciato il ricorso in appello. A suo tempo, un sesto imputato aveva patteggiato la pena, 20 giorni di arresto tramutati in sanzione da 5 mila euro: Marco Rossi, 48 anni, psichiatra, accusato di falso per aver attestato la capacità di intendere di Mantica.