Sedici grillini con Orellana «La sfiducia non è valida»

PAVIA Sulla decisione di espellere dal Movimento 5 Stelle il senatore pavese Luis Alberto Orellana si era parlato di un documento di sfiducia del territorio. Ma ora una lettera firmata da 16 militanti sembra sollevare dei dubbi. «La presunta mozione di dissociazione approvata dall'assemblea provinciale del Movimento 5 Stelle del territorio pavese, tenutasi in data 7 febbraio, non ha alcuna legittimità in quanto non prevista dall'ordine del giorno della medesima», sono le parole di un gruppo di elettori M5S «alcuni fondatori del Meetup di Pavia prima ancora che nascesse il Movimento». «Come facevano i cittadini attivisti, simpatizzanti o liberi a sapere che l'assemblea era stata chiaramente convocata per dare un ultimatum a Orellana?» si chiede il gruppo di attivisti secondo cui non era scritto da nessuna parte che di questo si sarebbe discusso. «Non c'è stata alcuna votazione della mozione, bensì una richiesta fatta a Orellana legata alla sfiducia dichiarata dal gruppo di Voghera. Da qui a dire che se Orellana non avesse rispettato ciò che gli era stato chiesto allora sarebbe partita automaticamente una mozione di dissociazione da parte di tutta la Provincia, il passo è enorme». Tutte ragioni per cui secondo i firmatari che rinnovano la loro fiducia al senatore «non è possibile considerare conseguente a quell'assemblea una mozione di sfiducia implicita. Occorreva, se si voleva procedere in tal modo, convocare una nuova assemblea per ridiscutere il punto».