Rcs, Della Valle all'attacco «Scott Jovane inadeguato»

MILANO Rcs va rifondata, l'amministratore delegato Pietro Scott Jovane è «assolutamente inadeguato» e per questo «bisognerebbe affidare la delega per la gestione dell'azienda a un editore puro come Urbano Cairo». Diego Della Valle, azionista al 9%, va all'attacco finale sulla gestione del gruppo editoriale e afferma di valutare un'azione di responsabilità sulle vicende recenti: non sulla «svendita» della sede storica, ma su altre «tre o quattro cose». Tra queste ci sarebbe l'aumento di capitale e l'alleanza con Publikompass, con la quale da febbraio Rcs gestisce la raccolta nazionale della pubblicità de "La Stampa". Per lanciare la campagna di primavera - il 10 marzo ci sarà il Cda sui conti 2013 e dopo due giorni "l'investor day" sul piano industriale con la comunità finanziaria - il numero uno di Tod's ha scelto un'intervista a Giovanni Minoli a Radio 24, nella quale sembrerebbe allentare la tensione con John Elkann, mentre in realtà punta a un bersaglio più ampio: la famiglia Agnelli. «Non ho un match» con il presidente di Fiat, «anche perché generazionalmente siamo diversi, lo conosco fin da bambino. Ho un match - afferma Della Valle - con quello che la famiglia Agnelli ha rappresentato nel Paese: ha fatto dei guai e credo che oggi sia il momento di raccontarlo». Ma gli Agnelli, nell'insieme, hanno fatto più bene o più male all'Italia? «Tirando le somme, oggi, molto più male - risponde il numero uno di Tod's durante il "faccia a faccia" di Mix 24 - soprattutto in considerazione di quello che l'Italia ha fatto per loro». Dal mondo Fiat (che detiene il 20,5% di Rcs) non arrivano risposte a caldo. E anche Cairo si mantiene cauto: «Rcs è quotata e necessita di riserbo: meglio aspettare a commentare», afferma l'editore che detiene il 2,8% della società che pubblica tra l'altro il Corriere della Sera, giornale sul quale punta Della Valle quando spiega di non volere che «finisca in mano a persone che sono abituate a trattare la stampa come merce di scambio con il potere», mentre al direttore Ferruccio De Bortoli dice di prendere «il coraggio di fare il giornale e vada tranquillo». L'imprenditore marchigiano all'interno di Rcs non avrebbe «alleati ma rapporti di stima con alcuni», mentre su Giovanni Bazoli afferma che «contava molto, oggi conta molto poco: credo che identifichi un mondo che se ne deve andare e mi auguro che Renzi lo faccia subito. Deve fare piazza pulita ed è un'operazione che va fatta in tutto il sistema».