Pavia, cantiere infinito Sei mesi di cambiamenti
di Luca Simeone wPAVIA Irriconoscibile. Da settembre a oggi il Pavia ha cambiato volto: per rendersene conto basta scorrere i tabellini e mettere a confronto la formazione dell'esordio in campionato, il 1° settembre, con quella di domenica a Salò contro la Feralpi. Rispetto al giorno del debutto sono rimasti solo il capitano Arrigoni, e poi Sorbo e Carraro ma tra l'altro in un ruolo diverso: da terzino sinistro a centrale difensivo il primo, da trequartista a mezzala il secondo. Complice la stagione senza retrocessioni, ma con l'allettante possibilità di garantirsi i play off anche arrivando al nono posto, il Pavia è stato un cantiere aperto sin dall'inizio di una stagione che, nelle intenzioni iniziali espresse con una certa enfasi, avrebbe dovuto essere la prima di un ciclo triennale per arrivare a competere per la promozione in B. Le cose come si sa sono andate in maniera ben diversa e dopo il recente annuncio dell'addio a fine stagione della famiglia Zanchi, socio di maggioranza (al 91%), è addirittura a rischio la permanenza del club tra i professionisti. Nel ritiro di luglio a Salice si è cominciato con un organico ridotto, rimpolpato da tanti ragazzi della Berretti. Poco alla volta sono stati aggiunti i pezzi, anche a campionato giù iniziato (vedi gli arrivi di Carotti, Tomi e Manzoni). Certo, anche la fortuna non è stata dalla parte degli azzurri: prima lo stop forzato per Lussardi dopo lo svenimento in campo, poi i gravi infortuni a Carotti e Pirovano che tolgono di mezzo tre titolari. A inizio dicembre, poi, dopo la sconfitta con il «suo» Albinoleffe, Alessio Pala viene esonerato e subentra Marco Veronese. Un paio di mesi e poi nuova rivoluzione, con 9 partenze e 9 arrivi durante il mercato di gennaio. Vengono ceduti i titolari Facchin, Rinaldi, Tomi, De Cenco, Redaelli, e poi Degeri, Romero, Calvetti, Ungaro. Arrivano Allegra, D'Orsi, Spinelli, Ferri, Mancosu, Cafferata, Bassi Borzani, Dia, Guerci. L'organico è stravolto e nel frattempo c'è stato un cambiamento forzato anche alla guida tecnica, con Veronese costretto dalla mancanza del patentino per allenare in Prima divisione a rinunciare ad andare in panchina la domenica. Al suo posto c'è Patrizio Bensi, ex preparatore degli Allievi del Pavia e dotato di abilitazione, ma che non ha mai allenato tra i professionisti. Veronese resta comunque nello staff tecnico e la sua mano continua a vedersi in campo, nonostante il ruolo forzatamente defilato. I punti a partita non sono molti di più rispetto a quelli fatti da Pala nella sua gestione (si passa da 0,58 a 0,80 punti a partita), ma la squadra, anche dopo lo stravolgimento di gennaio, appare più propositiva in attacco: a differenza della prima parte di campionato, quando la squadra faceva una fatica incredibile ad affacciarsi nell'area avversaria, il Pavia crea molto più di prima in fase offensiva e tutto sommato non subisce tanto in difesa (la madia reti subite passa da 1,42 a 1,3 a partita, quella dei gol fatta da 0,67 fatte 0,9). Contentini, ad ogni modo, perché resta un campionato profondamente deludente, con l'ultimo posto in classifica e un futuro societario incerto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA