Le imprese: bene, trovi le risorse
ROMA «Sono d'accordo». Così il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi commenta l'impegno di Matteo Renzi a sbloccare i debiti della Pubblica amministrazione. E proposito dell'annunciata riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale ribadisce: «Sono ri-d'accordo». Positivo anche il giudizio sull'annuncio che il governo Renzi è un esecutivo politico e di legislatura: «Abbiamo sempre chiesto la stabilità politica e se l'avremo i primi a essere contenti saremo noi». Prudente la Cgil: nel programma di Renzi, ci sono «titoli interessanti che vanno approfonditi attraverso un confronto» fa sapere il sindacato, chiedendo però di «esplicitare dove dovranno essere recuperate le risorse». La Cisl chiede «un intervento choc» sul cuneo fiscale per alzare i salari e le pensioni: «Se Renzi dovesse fare questo subito avrà tutta la nostra collaborazione» dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. «Io voterei la fiducia, speriamo seguano azioni coerenti» fa sapere via Twitter il leader della Uil, Luigi Angeletti. «L'Italia non ha bisogno di proclami e di illusioni, ma di fatti» sostiene il segretario Ugl, Giovanni Centrella. Positivo il commento del presidente Consob, Giuseppe Vegas: «Il governo nasce per durare. La risposta dei mercati è favorevole. Il programma è per una diminuzione della pressione fiscale, una misura positiva». Marco Venturi, presidente di Rete Imprese Italia parla di «partenza promettente, soprattutto perché Renzi indica interventi e scadenze rapide: ma conteranno i fatti concreti» «Fatti due conti veloci – osserva Giorgio Merletti, presidente Confartigianato Imprese – nel programma ci sono 100 miliardi da trovare per imprese e lavoro. Solo per pagare il debito di Stato, Regioni ed enti locali verso le imprese nel 2014 vale almeno 70 miliardi. E una riduzione del cuneo fiscale a 2 cifre significa 34-35 miliardi, cioé il 10% dei 344 e rotti miliardi del cuneo. Verrebbe da dire "troppa grazia San Matteo!"». Bene sul fisco, osserva il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ma «le intenzioni si devono tradurre al più presto in fatti concreti per creare le condizioni per una ripartenza dell'economia»