I tweet per il Papa Una ricerca pavese svela tutti i segreti

E' partito di Pavia il percorso che ha portato Christian Greco (nella foto), 39 anni, egittologo, curatore della collezione egizia del Museo di Leiden, alla nomina di nuovo direttore del Museo Egizio di Torino. Greco si è laureato all'università di Pavia con la docente Clelia Mora. «Con una tesi sul vicino oriente antico – spiega la docente – argomenti legati alla Siria». E' stato alunno del collegio Ghislieri per alcuni anni. «Ricordo che al terzo anno era andato in Erasmus in Olanda dove poi si è stabilito – spiega la docente – e ha studiato egittologia. Aveva collaborato con una missione archeologica in Siria e aveva lavorato alla tesi su argomenti storici e archeologici con me. Poi in Olanda ha preso una seconda tesi in egittologia. Era stato a Pavia per un convegno, spero di riuscire a portarlo qui ancora». di Marianna Bruschi wPAVIA Papa Francesco su Twitter ha superato il milione e mezzo di follower, si arriva a undici milioni considerando gli account nelle diverse lingue. Ogni suo cinguettio viene moltiplicato migliaia di volte. Quando ieri ha scritto «Non perdiamo mai la speranza, Dio ci ama sempre con i nostri sbagli e peccati» il Tweet ha superato le mille condivisioni. I numeri e le modalità non sono sempre le stesse, ogni Stato e in particolare ogni lingua ha le sue caratteristiche nel ripetere il messaggio. L'Osservatorio di Pavia per due mesi ha monitorato tutto quello che sul social network si è detto su @pontifex (questo l'account, declinato in diverse lingue). La ricerca è stata presentata da Stefano Mosti, presidente dell'Osservatorio, in Vaticano. Dal 25 ottobre al 16 dicembre - questo il periodo di analisi - sono stati 284.858 i Tweet riferiti a @pontifex. La maggior parte (oltre 251mila) in inglese. Seguono poi gli spagnoli (14.610 cinguettii), i coreani (2959) e gli italiani (2.382) e a seguire tutte le altre lingue dall'arabo al vietnamita. Ciò che viene scritto dal Papa in 140 caratteri viene infatti replicato in più lingue. «Abbiamo fatto un trend sui Tweet più condivisi per le lingue di diffusione – spiega Vittorio Cobianchi, ricercatore dell'Osservatorio di Pavia che ha seguito questo studio – I Tweet in italiano contengono molti più messaggi rivolti direttamente al Papa, ci sono per esempio richieste di preghiere, ma anche messaggi di critica molto curdi, per esempio sul tema delle pedofilia». La differenza sta nel replicare il Tweet tale e quale o nel citare @pontifex all'interno del messaggio. «In Italia l'approccio è simile a quello nei confronti degli account dei politici – spiega Cobianchi – c'è un atteggiamento più familiare, in un certo senso più laico. Va detto che in Italia, a differenza di altri Paesi, chi usa Twitter non è un campione rappresentativo della nostra società». I Tweet in italiano insomma sono più simili a una conversazione, mentre quelli in inglese sono una forma di ritrasmissione del messaggio. E quali sono le parole più presenti? «Dopo "Francesco" e "santità" – spiega Cobianchi – la prima parola che non fa direttamente riferimento all'area cattolica è la "misericordina"». La «medicina dello spirito» lanciata proprio da papa Francesco. Ci sono poi dei picchi nei cinguettii. In Italia lo sport prevale anche quando si parla del Papa. «C'è stato un 60 per cento in più di Tweet rispetto agli altri giorni quando il Papa ha ricevuto la Juventus», spiega il ricercatore dell'Osservatorio. Ad aprirsi a Twitter era stato papa Benedetto XVI, il volto nell'avatar ora è cambiato e c'è papa Francesco. In tutto conta 269 cinguetti in italiano. Considerando il totale di tutti i profili, dal portoghese all'arabo, si arriva a quota 11 milioni di persone, che diventano oltre 60 milioni di persone raggiunte considerando i retweet che amplificano la portata del messaggio. @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA