Il «pasticcio» Apolf domani in Consiglio
PAVIA Il caso Apolf torna di attualità. Se ne dovrebbe discutere domani sera, in Consiglio comunale, dal momento che il consigliere Walter Veltri (Insieme per Pavia) ha chiesto di conoscere l'entità della cifra che l'Agenzia per l'orientamento, il lavoro e la formazione ha pagato all'ex dirigente Enrico Scotti. Denaro che è stato versato per transare davanti al giudice del lavoro. L'importo non è noto poichè le parti, in udienza, hanno sottoscritto una clausola di riservatezza. Scotti era stato licenziato dal Cda di Apolf subito dopo la scoperta che non era in possesso della laurea in fisica, come attestato nel curriculum. Ma le modalità del licenziamento avevano consentito al legale di Scotti, l'avvocato Alessandro Ripa, di impugnare il provvedimento innanzi al giudice. E alla fine le parti hanno accolto il consiglio del giudice, chiudendo la controversia con una transazione. Resta, invece, aperto il procedimento penale che riguarda la vicenda. All'atto del licenziamento, infatti, il presidente del Consiglio di amministrazione di Apolf, Maurizio Sorisi, aveva trasmesso gli atti alla procura della Repubblica perchè valutasse se, nella vicenda, vi fossero gli estremi del reato di falso. Questo accertamento potrebbe riservare sorprese se, come ha sempre sostenuto Scotti, si appurasse che la correzione al curriculum, e l'indicazione del titolo di studio, non era stata opera sua. In uno dei documenti che hanno riguardato la vicenda, il difensore dell'ex dirigente scrive: «Come ha scritto nelle giustificazioni, Scotti non è nè l'ideatore, nè l'autore, nè il firmatario del curriculum presentato il 12 luglio 2012. Non l'ideatore perchè l'attività prospettatagli per Apolf da parte di chi lo ha presentato al sindaco Cattaneo era diversa (era una consulenza, in linea con le sue pregresse esperienze professionali) dal percorso buricratico avviato dal Comune il 12 luglio». Secondo Scotti, quindi, qualcuno lo presentò al sindaco, qualcuno era «interessato alla sua candidatura» e qualcuno, in uno scambio di mail con la moglie dell'ex dirigente, avrebbe aggiunto le parole "laurea in" davanti all'espressione "fisica teorica, cibernetica e calcolo numerico (Università di Pavia)" che era contenuta nel curriculum originario. Un'aggiunta, insomma, che ha conferito a Enrico Scotti un titolo accademico mai conseguito. (f.m.)