Orellana: «In Cinque Stelle c'è fretta di farmi fuori»

PAVIA E' amareggiato Luis Alberto Orellana, senatore pavese del Movimento 5 Stelle da cui i gruppi provinciali hanno pubblicamente preso le distanze "non riconoscendo più in lui un portavoce affidabile e rappresentativo". «Non mi sono mai sottratto al confronto. E invece mi sono ritrovato questo comunicato contro di me», diceva ieri pomeriggio, mentre era in viaggio verso Pavia. «Sarebbe bastato aspettare il mio rientro da Roma per un confronto diretto. – spiega – Inoltre questo comunicato del M5S pavese non è scaturito da un'assemblea ma, immagino, da scambi di telefonate». «Luis non condivide il metodo di elaborazione di quel comunicato», spiega Cesare Del Frate, collaboratore personale di Orellana, riferendosi al documento ufficiale con cui i meet-up grillini della provincia di Pavia hanno scaricato il senatore. «Qualcuno aveva fretta e non capisco perché – sostiene Orellana, che ha già fatto sapere che non intende dimettersi –. Cercherò di capire meglio nelle prossime ore. Non ho nulla da vergognarmi o da rimproverarmi. Vado avanti per la mia strada». Ma basta farsi un giro nella galassia di social network e siti internet intorno a cui gravita gran parte del mondo pentastellato per capire che qualche problema nel movimento c'è. Lasciando da parte i pesanti insulti rivolti al senatore pavese da alcuni utenti della rete (e per i quali Orellana non esclude di prendere provvedimenti), infatti, anche su internet si trova qualcuno che parla di un giro di telefonate tra i militanti prima dell'uscita del comunicato con cui Orellana è stato "scaricato". «Nell'incontro del 7 febbraio abbiamo chiesto a Luis di evitare le continue critiche sui giornali ed in TV e di tornare sul territorio a Pavia, Voghera, Vigevano per parlare con tutti noi. – scrivono dal profilo Facebook "Amici di Grillo Voghera" – Lui ha promesso solennemente che l'avrebbe fatto. Sono passati 10 giorni, è tornato a Roma ed ha continuato con le sue dichiarazioni. Perché ci ha preso in giro in questo modo?». «Sono stata una delle persone più vicine a Luis nel suo percorso sul territorio. – dice Iolanda Nanni – Abbiamo fatto tante battaglie assieme, siamo diventati amici… Eppure sono passati 10 giorni da quell'assemblea, e lui non ha fatto quello che tutti i militanti pavesi gli hanno chiesto, e cioè avviare confronti più frequenti con gli attivisti locali e rendere costruttive le sue critiche attraverso un dibattito all'interno del gruppo parlamentare del Movimento. E non sulla stampa». Così non è stato, sostengono i grillini pavesi. «Luis non può dirsi sorpreso da quel comunicato», dice ancora Nanni. Ieri sera al bar "Il cantunin" di via Mascheroni c'è stato un incontro tra i sostenitori del Movimento 5 Stelle. Ma Orellana non c'era. «Abbiamo parlato delle elezioni comunali», spiega Giuseppe Polizzi, candidato sindaco di Pavia per i 5 Stelle. La prossima settimana è annunciata un'assemblea congiunta di parlamentari grillini che dovrebbe decidere se avviare la procedura di espulsione per Orellana e per Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella. La riunione dovrebbe svolgersi dopo la fiducia al governo Renzi. Ma non si sa ancora se qualcuno chiederà l'espulsione o soltanto chiarimenti ai senatori dissidenti. Finora Pavia è stato l'unico territorio a chiedere l'espulsione, per gli altri tre senatori ciò non è accaduto. Gabriele Conta