Autostrada Sabrom Il territorio la boccia con 132 contestazioni
Cento milioni di euro di opere di compensazione, per la gran parte strade già inserite nel piano delle opere e finanziate da Sabrom «secondo le priorità stabilite dall'amministrazione». Si tratta di poco più di 30 chilometri di viabilità. Tra le opere utili anche sulla direzione Nord-Sud c'è il terzo ponte sul Po a 4 corsie del costo di 165 milioni di euro, la variante di Cava Manara da 12 milioni di euro per alleggerire il traffico sulla statale dei Giovi e la tangenziale di Pavia, 43 milioni di euro. La variante di Cava terminerà in corrispondenza del nuovo svincolo autostradale Pavia Sud e del nuovo collegamento alla tangenziale di Pavia. Alla regione andranno invece 230 milioni di euro. di Anna Ghezzi wPAVIA Centotrentadue contestazioni al progetto dell'autostrada Broni-Mortara: sono quelle presentate da cittadini, associazioni, Comuni al ministero dell'ambiente. Le ultime 28 sono state pubblicate sul sito nei giorni scorsi dato che i termini erano stati prorogati in seguito allo stop della procedura. Le contestazioni e richieste di chiarimento più recenti sono state presentate da otto comuni, da Bastida a Tromello, passando per Dorno, Alagna e Redavalle. Poi ce ne sono otto di singoli o gruppi di cittadini, due a firma del portavoce del coordinamento dei comitati contro l'autostrada; due vengono da Legambiente (Pavia e Gallarate). Fai e Wwf si sono alleati nella battaglia contro il nastro d'asfalto lungo 52 chilometri, e in un'altra osservazione compaiono insieme a Lipu e Italia nostra. C'è l'osservazione di un'azienda agricola (Pastormerlo, presentata il 27 gennaio), e quelle del Consorzio di bonifica Est Sesia, Ente Nazionale Risi, associazioni La rondine, Vivere tra due fiumi, Comitato a tutela del territorio cavese e naturalmente il coordinamento dei comitati contro la Broni Mortara. «La prima volta ci hanno pubblicato solo le pagine dispari delle nostre osservazioni – ironizza Renato Bertoglio, responsabile ambiente per Legambiente Pavia – ma quello che conta è che ci sono tantissime osservazioni sul tracciato, sul progetto, sulle sue conseguenze». Tre i filoni principali: agricoltura e danni causati dal passaggio dell'autostrada; inquinamento dell'aria, ricadute sul territorio e sul paesaggio, in particolare della Lomellina. Del crescente dissenso ha preso atto anche la Regione. Nella giunta regionale riunitasi a Pavia la scorsa settimana l'assessore alle infrastrutture Maurizio del Tenno aveva ribadito l'intenzione di ascoltare il territorio e di incontrare gli enti locali per discutere di compensazioni e variazioni eventuali al progetto attuativo. «Niente sopralluoghi sul campo – precisano però gli uffici dell'assessore – si pensava piuttosto a un incontro in Regione con gli enti locali coinvolti». «Non la faremo se il territorio non vuole – spiega Del Tenno – Ma al momento non ci sono né grandi contrarietà né grandi entusiasmi. Per questo occorre capire con gli enti locali che cosa vogliano fare: per noi resta un'opera strategica e importante, la provincia di Pavia ha fame di infrastrutture». Ora l'interrogativo più grande riguarda l'accenno a una discussione sulle compensazioni, ovvero opere e soldi da destinare agli enti che "subiscono" l'impatto dell'autostrada. La discussione si è chiusa anni fa, la possibilità di riaprirla sempre negata. tanto più che, come ha ricordato lo stesso Del Tenno, «le prospettive di fattibilità finanziaria sono già precarie, vista la situazione economica». Molto diversa rispetto al 2005, quando partì la macchina burocratica per far partire i cantieri.