Aree industriali invendute solo un'azienda si fa avanti
GROPELLO Gropello è un punto strategico della Lomellina. Non lontano da Pavia, appena fuori dal casello sulla Milano-Genova. Però qui si fatica lo stesso a vendere terreni industriali e commerciali, anche se i prezzi al metro quadro sono ovviamente più bassi della zona immediatamente contigua al capoluogo regionale. Qualcosa però si sta muovendo in questo 2014. «Nei prossimi mesi – sottolinea il sindaco Giuseppe Chiari – Dovrebbero partire i lavori in un'area privata per un nuovo insediamento». Si tratta di un'area di circa 10mila metri quadri: non un'enormità, ma pur sempre qualcosa. Per fare un confronto basti pensare che la Farmabios, azienda farmaceutica fiore all'occhiello di Gropello, occupa un'area di 60mila metri quadri. In tutto a Gropello, dopo il nuovo piano di governo del territorio approvato nel 2010, ci sono 270mila metri quadri di aree che possono diventare artigianali o commerciali. Sono tutte nelle vicinanze del casello dell'autostrada. Una di 64mila metri è in mano ad uno studio della zona. I cartelloni per la vendita, con tanto di numeri di telefono, sono in bella vista. Ma i telefoni sono muti . Colpa della crisi: «Fino a qualche tempo fa qualcuno chiamava per mostrare interesse, si stava anche per concludere qualcosa – spiegano i gestori di una delle aree vicine al casello – Ora non chiama più nessuno, neanche per chiedere informazioni. Il problema è che non ci sono più imprenditori che in questo momento si possono allargare. E se non vengono a Gropello, che è un posto strategico, figuriamoci altrove». Tutto questo succede anche se gli oneri di urbanizzazione e il contributo di costruzioni hanno costi minori che altrove. Ad esempio in caso di costruzione di nuove aree industriali non si pagano contributi per la costruzione, mentre per le aree commerciali bisogna versare il 10% del valore di quanto costruito.(s.b.)