Gli industriali del riso chiedono i dazi
CASTELLO D'AGOGNA Il settore risicolo nazionale deve abbattere l'incertezza dei prezzi e rendere più snello l'apparato burocratico che penalizza le aziende agricole. Lo hanno chiesto ieri al Centro ricerche sul riso gli industriali e i risicoltori. Al centro del convegno promosso dall'Ente nazionale risi c'era la Politica agricola comune (Pac) 2014-2020, lo strumento con cui Bruxelles distribuirà i finanziamenti agli Stati. Giuseppe Blasi (ministero delle Politiche agricole) ha ricordato che il secondo pilastro della Pac, cioè i Piani di sviluppo rurale (Psr) gestiti dalle Regioni, riceverà tre miliardi in più rispetto al 2007-2013 attestandosi a 21 miliardi. «Ritengo che il riso debba rientrare fra i prodotti che riceveranno l'aiuto accoppiato, cioè legato all'effettiva produzione – ha detto – Anche se si deve ancora definire quanto, dei 500 milioni annui, andrà alle singoli produzioni». Il dicastero è impegnato nella difesa dei prodotti italiani, fra cui il riso, dalla concorrenza internazionale. «Però si dovrà aspettare ancora un po' per la legge sull'etichettatura del riso italiano», ha detto sollevando un tema caro alla Coldiretti, rappresentata dal vice presidente Mauro Tonello. Per Ezio Veggia, vice presidente nazionale di Confagricoltura, si dovrà lavorare sui Psr per far confluire risorse sulla risicoltura di Lombardia e Piemonte. «Le due Regioni sono chiamate a presentare Psr omogenei – ha detto – Inoltre, le aziende dovranno lavorare secondo il principio della rete d'impresa per fare aggregazione: Confagricoltura sta lavorando in questo senso nel campo delle agroenergie e dei concimi». Il lomellino Giovanni Daghetta, presidente regionale della Cia e risicoltore a Garlasco, ha lanciato una proposta: «L'Ente risi dovrebbe calmierare il mercato per eliminare le oscillazioni che danneggiano la filiera nazionale». Non meno preoccupante la minaccia del riso cambogiano e birmano sollevata dal robbiese Mario Preve, presidente dell'Associazione industrie risiere italiane: «La clausola di salvaguardia è fondamentale per il settore. Noi industriali stiamo predisponendo un documento da inviare a Bruxelles, affinché non sia rinviata l'introduzione di dazi all'importazione». Ha chiuso il lungo pomeriggio Paolo Carrà, presidente dell'Ente nazionale risi: «Sebbene questa Pac sia lontana dalle esigenze degli agricoltori, non mancano provvedimenti favorevoli al riso».(u.d.a.)