Pedron: «E' il momento di aiutare il Pavia calcio»
Verrà presentato oggi pomeriggio alle 17 nella sala vip dello stadio Fortunati l'album delle figurine del Pavia 2013/2014, iniziativa voluta per far conoscere meglio i volti dei protagonisti della stagione. Presenti tutto lo staff organizzativo-tecnico e i giocatori della prima squadra (nella foto il capitano Arrigoni), compresi i vertici del settore giovanile azzurro con ragazzi e famigliari. Intanto, per la prossima gara di campionato, domenica a Salò contro la Feralpi, i biglietti (11,50 compresa prevendita) sono acquistabili nei punti Bookingshow (a Pavia il Bar Lanterna)o direttamente allo stadio «Lino Turina» di Salò il giorno stesso della partita. di Luca Simeone wPAVIA Ad aprile dello scorso anno ha fatto il suo ingresso nel Pavia, rilevando una quota dell'1% del club, poi a luglio è salita al 2%. Ora, assieme a Marino Vernocchi ed Ezio Panigati, Alessandra Pedron forma quel gruppo, con un pacchetto complessivo del 6% di quote, che ha lavorato a più stretto contatto con la famiglia Zanchi, socio di riferimento del club che ha annunciato di voler lasciare il Pavia a fine stagione. «Con la famiglia Zanchi si è instaurato un ottimo rapporto, sono persone molto professionali e disponibili, e a mio avviso hanno gestito nella maniera migliore la società – dice l'imprenditrice, titolare di un'azienda alimentare di Vellezzo Bellini – se mi aspettavo che lasciassero? Diciamo che si sono sentiti un po' abbandonati dalla città, dagli imprenditori locali e anche dal pubblico, perché se è vero che sono i risultati sportivi a portare la gente allo stadio è anche vero che proprio nei momenti difficili servirebbe un maggior sostegno. Gli Zanchi non hanno percepito fiducia attorno a loro e ci hanno sofferto tanto». La Pedron, però, non ha perso le speranze: «Spero che ci ripensino. In ogni caso anche io come Marino Vernocchi non credo alle cordate. Ci vuole un socio di maggioranza che prenda le decisioni. Una città come Pavia e una società con oltre cento anni di storia non possono rischiare di ripartire dai dilettanti. Ma sono convinta che alla fine qualcuno capirà che è giusto dare una mano al Pavia. Mi piacerebbe anche incontrare il sindaco e le istituzioni». Potrebbe servire aumentare il peso dei piccoli soci, magari per convincere gli Zanchi a un dietro-front o a trovare un altro socio in grado di prendere il posto della famiglia milanese che ha guidato il club per cinque anni? «Sì, questa potrebbe essere un'ottima cosa – dice Pedron – lo stesso presidente Pierlorenzo Zanchi ha sempre detto di non voler essere il padrone assoluto del club». La stessa Pedron, in prima persona, non esclude l'ipotesi di salire ulteriormente nel Pavia calcio: «Perché no, se ricorrono le condizioni e la possibilità di fare un buon lavoro, mantenendo così la squadra tra i professionisti. E magari questo potrebbe convincere gli Zanchi a restare». D'altronde il progetto iniziale era esattamente questo: alleggerire il peso del socio di maggioranza, e quindi anche l'onere economico, con l'ingresso di nuovi soggetti. Ma rispetto alla previsione di cedere ai nuovi soci un 30% della società si è arrivati appena al 9%, e pure un po' a fatica. Ad ogni modo, nonostante l'incertezza sul futuro del club, la Pedron in qualità di presidente dell'Asd Gioventù azzurra, l'associazione sportiva dilettantistica a cui fa capo il settore giovanile azzurro, non ha alcuna intenzione di rallentare il suo impegno: «Fino a due anni fa il settore giovanile era affidato a terzi, il Pavia lo ha riportato nell'alveo del club. I nostri progetti vanno avanti, abbiamo in mente di incrementarli e di creare anche qualcosa di nuovo. Non molliamo, anzi siamo pronti a rilanciare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA