Maugeri, la procura vuole il processo
di Maria Fiore wPAVIA L'ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni e il manager pavese Costantino Passerino rischiano il processo per il caso Maugeri. Per i pubblici ministeri milanesi, che ieri hanno chiesto il rinvio a giudizio per loro e altre 11 persone, non ci sono dubbi: Passerino, in qualità di ex direttore centrale dell'ente, e Formigoni avrebbero avuto un ruolo nella presunta distrazione, dalle casse della Fondazione, di 61 milioni di euro. Denaro, secondo l'accusa, che attraverso consulenze fittizie sarebbe finito in parte nelle mani dell'uomo d'affari Pierangelo Daccò e dell'ex assessore alla Sanità Antonio Simone (anche per loro è stato chiesto il processo), e in parte (si ipotizza 8 milioni di euro) sarebbe andato allo stesso Formigoni, attraverso benefit e vacanze di lusso. Con questo meccanismo, sempre secondo i pubblici ministeri, la Fondazione Maugeri sarebbe stata favorita da delibere della Giunta regionale per un totale di circa 200 milioni di euro, arrivati alla Fondazione in dieci anni, dal 2002 al 2012. Formigoni, che è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, secondo l'accusa avrebbe garantito alla Maugeri «a fronte delle illecite remunerazioni, una "protezione globale"» e si sarebbe dato da fare «affinché fossero adottate da parte della Giunta» provvedimenti ad hoc, anche violando il dovere di «esclusivo perseguimento dell'interesse pubblico». In cambio, stando sempre al capo d'imputazione, Formigoni avrebbe avuto da Daccò quelle che i pubblici ministeri definiscono «utilità» e cioè viaggi e vacanze ai Caraibi, tra cui l'affitto della villa Resort ad Anguilla, «l'uso esclusivo» di uno yacht per tutto l'anno a partire dal giugno del 2007 fino all'ottobre 2011, il pagamento di spese di viaggi aerei per un totale di 18 mila euro e, tra l'altro, un maxi sconto per l'acquisto di una villa ad Arzachena, in Sardegna. Il pm Laura Pedio, nella sua ricostruzione, ha parlato di tre «flussi finanziari». Il primo riguarda i milioni di euro che nel corso degli anni sarebbero usciti illecitamente dalle casse dell'ente con sede a Pavia e dall'ospedale San Raffaele, per finire sui conti correnti, anche esteri, di Daccò e Simone. I quali – e questo sarebbe il secondo flusso finanziario – avrebbero "ricompensato" Formigoni sotto forma di «utilità» e benefit. Il terzo flusso finanziario è stato inserito dal magistrato sotto la voce finanziamenti extra Drg (funzioni non tariffabili) erogati dalla Regione Lombardia nei confronti della Maugeri e del San Raffaele. Un meccanismo, secondo i magistrati di Milano, «pacifico e provato dalle indagini». La richiesta dei pm Laura Pedio e Antonio Pastore dovrà ora essere esaminata dal gup Paolo Guidi. E riguarda, come si diceva, anche Costantino Passerino, l'ex direttore centrale della Maugeri che oltre alle accuse di associazione per delinquere, frode fiscale e corruzione, deve anche rispondere di appropriazione indebita insieme all'ex presidente Umberto Maugeri. Un'accusa che nasce dall'ipotesi che una parte dei 61 milioni di euro, circa 10 milioni, siano finiti su conti esteri riferibili a Passerino e Maugeri. Ieri il manager pavese, che avrebbe dovuto essere sentito in incidente probatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha rilasciato ai giudici questa dichiarazione, che suona come una critica alla procura di Milano: «La procura ha inteso pretendere il mio esame senza neppure esprimere il proprio consenso o dissenso su una ragionevole, sebbene mai formalizzata, istanza di patteggiamento. In tal senso la procura ha sempre dichiarato che il patteggiamento avrei dovuto "meritarlo" in sede di incidente probatorio. Le ragioni di un simile atteggiamento sono, oggi in particolare, del tutto evidenti. Rimasta ancora senza esito l'istanza formale proposta e riunito il mio procedimento a quello dei coimputati, dichiaro di non intendere di sottopormi ora a un "esame al buio" e di volerlo rinviare alla sua sede naturale, il dibattimento». Dopo la procura è toccato alle parti civili e alle difese. La decisione del gup, sull'eventuale processo, dovrebbe arrivare nell'udienza fissata per il 3 marzo. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA